Io guarita dal Covid al Pugliese: la professionalità, i sorrisi, il caffè in una siringa, e quell’ultimo tampone

I ringraziamenti di una paziente che per un mese e mezzo è stata ricoverata, in una lettera lasciata in reparto. "L'emozione nei loro occhi mentre mi dicevano che ero negativa"

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Nelle ultime ore è stata dimessa dal reparto Covid dell’ospedale Pugliese-Ciaccio di Catanzaro dove era ricoverata dai primi di settembre. E’ stato piuttosto lungo il percorso che ha portato M.P. alla guarigione. La donna ormai ex paziente ha affidato a una lettera scritta di suo pugno e lasciata in reparto i suoi pensieri e i suoi ringraziamenti. La riportiamo di seguito senza ulteriori commenti che sarebbero onestamente superflui.

“E’ incredibile come questo virus, abbia la capacità di fermare tutto da un momento all’altro facendoci trovare soli con noi stessi, con le nostre paure, con le nostre fragilità più profonde ma anche con l’istinto primordiale di sopravvivenza che fa aggrappare a qualunque segnale positivo per poter vivere. E per fortuna di segnali positivi ne ho avuti anche tanti.

Da parte di tutti: dottori, caposala, personale infermmieristico, personale addetto alla pulizia e servizio mensa. Non dimenticherò mai i vostri occhi fissi nei miei capaci di dire tutto senza la benchè minima parola. Dottori e infermieri seri durante il loro lavoro, ma sempre capaci di donare un grandissimo sorriso al momento opportuno.

E quanta emozione ho visto nei loro occhi nel comunicare l’esito finalmente negativo di tamponi eseguiti e ripetuti chissà quante volte nell’attesa speranzosa di raggiungere proprio questo obiettivo. Emozioni immagini e sensazioni che non dimenticherò mai.

Grazie a tutti voi perchè l’aspetto umano è importante, tanto quanto quello professionale ed in voi io posso affermare di avere trovato pienamente entrambi. Sono veramente gesti di affetto che ho visto compiere in questa stanza ed in questa stanza impressi in me con il fuoco vivo dell’amore.

L’abbraccio di un vero e proprio “angelo custode” il caffè portatomi in una siringa per mancanza di bicchierini, dolcini e torte fatte in casa a sorpresa, a qualsiasi ora e tanti altri ancora che rimarranno scritti per sempre nella mia mente e nel mio cuore . Ed è per tutti questi motivi che ringrazio ciascuno di voi, augurandovi una speciale e costante protezione dall’alto ed esprimendovi la mia più profonda e sincera gratitudine che spero possa esservi da ulteriore incentivo per continuare a svolgere il vostro lavoro egregiamente come già state facendo nonostante le mille difficoltà e tutte le pesantissime precauzioni imposte da questo virus che triplicano la faticosità della vostra missione. Perchè di missione si tratta “la missione di ridare tutti alla vita”. Vi voglio bene.

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