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“Il vecchietto dove lo metto?”, quale futuro per Geriatria del Pugliese

Non convince la soluzione proposta dal Commissario Zuccatelli di spostare malati e personale al Policlinico. In serata arriva la controproposta dell’Umg. Che appare sensata

Dicono che i romanzieri siano in crisi. La realtà ha ormai superato la fantasia. Non sanno più cosa inventare per dare spessore e tensione alle trame. E allora? Cosa dovrebbero dire i parolieri, i cantautori? La canzone di Domenico Modugno (1970) faceva così: “E’ andato dritto dritto all’ospedale/ Chiedendo un posto all’accettazione, /Non ce la faccio più mi sento male / Ma il medico di turno si è scusato/ Guardandolo con un sorriso fesso, /Lei non si rende conto in quale stato /Abbiamo gente pure dentro al cesso /E il vecchietto dove lo metto, /Dove lo metto non si sa, /Mi dispiace ma non c’è posto, /Non c’è posto per carità“.
Sembrava una forzatura, una bella trovata: usare un motivo leggero, orecchiabile per denunciare le prime avvisaglie di un fenomeno sospeso tra il vecchio e il nuovo tempo. Cosa dovrebbe chiedere alla fantasia, adesso, Modugno per mettere in nota quel che succederà a breve all’Ospedale Pugliese di Catanzaro, dove c’è aria di Covid, naturalmente. Come informiamo in altra parte del giornale, tra poco i posti letto di Malattie infettive non basteranno più. Il primario lo afferma pubblicamente, ma se la statistica non è un’opinione in cuor suo lo sapeva già, mentre i nuovi ingressi si spostano verso il lato pessimistico della forbice di previsione: il virus avanza a grandi falcate. Le rianimazioni al presente sembrano tenere, al momento a preoccupare sono i posti Covid in reparto di degenza. Tanto che il management si sta muovendo a riorganizzare, ad implementare, a trovare nuovi spazi per più letti Covid dedicati.

Pensa che ti ripensa, la soluzione era già venuta in mente al Commissario straordinario Giuseppe Zuccatelli: spostiamo uno o più reparti al Policlinico che là c’è tanto spazio a disposizione. Poi erano subentrati i dissapori con il rettorato dell’Umg che pure un po’ di voce in capitolo vuole averla. E la cosa sembrava finita lì, in attesa che i famosi fondi per l’emergenza Covid vengano finalmente spesi. Senonché il precipitare dell’epidemia, la temuta e attesa seconda ondata, unita all’urgenza dettata dall’ordinanza Arcuri che assegna al management ospedaliero la riorganizzazione della rete anti Covid, ha impresso un’accelerazione. E la scelta del reparto da spostare il Commissario l’ha trovata subito, già sedimentata: ci sarebbe la Geriatria al piano terra, 30 posti equamente distribuiti tra donne e uomini. Tutti malati acuti, che entrano in larghissima parte transitando per il pronto soccorso.

La Geriatria del Pugliese opera su una media di 1500 ricoveri all’anno, punto di riferimento dell’intera provincia. La si vuole spostare al Policlinico dove, notoriamente e manchevolmente, non c’è Pronto soccorso. In pratica potrebbe succedere questo: un paziente con acuzie arriva al Pugliese dalla provincia, poniamo da Belcastro, e transita dal Pronto soccorso. Qui si accerta che è necessario il ricovero (il 70 per cento dei codici rossi e gialli in Italia sono costituiti da over 75, il 50 per cento dei posti letto in tutti gli ospedali italiani è occupato da over 55), e il paziente viene rimesso in ambulanza e ne avrà per altri 12 chilometri fino a Germaneto. Non è problema da poco, considerato che la Geriatria numera quattro-cinque nuovi ingressi al giorno. Sono pazienti fragili, che hanno bisogno del massimo dell’assistenza nel minor tempo possibile. Così non sarà, se le cose andranno secondo i piani commissariali. Tra l’altro, chiunque è pratico del Pugliese lo sa, si vuole impiantare un reparto Covid in un’area adiacente al parcheggio dipendenti, in un’ala abitualmente di ingresso e uscita, nelle vicinanze delle sale operatorie.

Senza contare che: “fermi tutti siamo circondati”. Esattamente all’estremo opposto del nosocomio sorge la palazzina delle Malattie infettive Covid riservata. Covid a sud est, Covid a nord ovest. In frangenti in cui molti pazienti “normali” esitano parecchio a ricorrere all’Ospedale, per comprensibile paura, fondata o meno, la disposizione bifronte non sembra essere un incentivo a mantenere il giusto discernimento. I percorsi, sembra una banalità, devono essere percorribili.

Un appoggio, forse insperato, a queste perplessità, è venuto in serata dal rettore dell’Umg Giovambattista De Sarro, che, richiamando esplicitamente la soluzione dello spostamento di Geriatria avanza una controproposta che sembra sensata: si riattivino i posti letto afferenti all’Uoc di Malattie infettive precedentemente aperti nel padiglione A del Policlinico nel periodo della prima emergenza Covid. Ne riferiamo a parte. Qui preme rimarcare come questo fervore di iniziative, di proposte e controproposte, sarebbe stato meglio esercitarlo nel lungo periodo che il virus coronato ci ha voluto benevolmente, e subdolamente, concedere.