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Sanità Calabria, Conte: “Strada buon nome per rafforzare compagine commissariale”

Parla a La Stampa il premier. "Nuovo commissario ha un curriculum di indiscutibile valore. Il video sulle mascherine? Inaccettabile ma si è scusato"

“E’ stato giusto intervenire per cambiare il vertice della struttura commissariale. Il nuovo responsabile ha un curriculum di indiscutibile valore, anche se sull’utilizzo delle mascherine ha fatto dichiarazioni assolutamente inaccettabili, di cui si è scusato” così il presidente del consiglio Giuseppe Conte in una intervista al direttore de La Stampa Massimo Giannini parla anche delle ultime vicende della sanità in Calabria.

Il premier, a una domanda specifica su Gino Strada esprime un giudizio più che positivo e chiarisce che può essere un’ottima scelta nell’ambito dei possibili interventi di rafforzamento della compagine commissariale. “Seguiamo con la massima attenzione le criticità della sanità calabrese, ancor più in questa difficile fase della pandemia e ci riserviamo ogni valutazione e soprattutto ogni intervento che valga a rafforzare la squadra commissariale e a potenziare i servizi sanitari calabresi. Gino Strada può essere un buon nome, in questa prospettiva”. Nella lunga intervista rilasciata dal premier si è però soprattutto parlato di vicende nazionali e della curva dei contagi.

“La curva dei contagi sta salendo ma mi aspetto che nei prossimi giorni, anche per effetto delle nostre misure, cominci a flettere – dice -. Il lockdown generalizzato avrebbe costi troppo elevati”. Conte si dice pronto ad aumentare i ristori per le categorie colpite, se necessario “con un nuovo scostamento di bilancio nel 2021”. “Dobbiamo aspettare e tenere i nervi saldi – aggiunge il premier -. Dobbiamo stringere i denti perché i servizi sanitari sono diffusamente sotto stress. Sullo stato del sistema sanitario nazionale, Conte specifica che “abbiamo raddoppiato i letti di terapia intensiva, immesso nei servizi sanitari oltre 36mila tra medici e infermieri, decuplicato la capacità di effettuare tamponi. Dobbiamo fare di più, ma siamo uno Stato di diritto, non invadiamo arbitrariamente la sfera personale dei cittadini”.