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Catanzaro in Movimento: I problemi di Gaudio e della moglie sono altri

Chieda scusa alla nostra terra

Dilettanti e incompetenti, sono questi gli aggettivi che descrivono il Governo Conte che in questi ultimi giorni ha dato il peggio di se. Una figuraccia dopo l’altra, un’umiliazione continua per la Calabria e i calabresi. L’ultima in ordine di tempo quella che ci ha fatto fare Eugenio Gaudio e Ida Cavalcanti da Cosenza. Basta navigare su internet per capire chi è l’ex Magnifico Rettore della Sapienza e che cosa ha combinato in questi anni. Ha ragione il consigliere Eugenio Riccio: “Gaudio e la Cavalcanti devono chiedere scusa a Catanzaro e ai calabresi”. E’ quanto si legge in una nota dell’associazione Catanzaro In Movimento.

I coniugi cosentini sono l’emblema di una Calabria che non piace. Arrivisti e arrampicatori sociali al punto tale da rinnegare se stessi e la loro terra. Una vergogna nella vergogna che rende uno scherzo da ragazzi persino l’inchiesta sui concorsi truccati all’Università di Catania nel quale è indagato lo stesso Gaudio. Ma le “brutte” notizie non finiscono qui. Se si cerca su internet per capire chi sono i coniugi Gaudio spunta anche lo strano caso del figlio dell’anatomopatologo di Cosenza che ha vinto un dottorato di ricerca in modo molto discutibile. E che dire della Cavalcanti, una donna che non doveva affatto venire ad abitare a Catanzaro visto che poteva starsene a Cosenza mentre il marito faceva il pendolare “dorato” con uno stipendio da 9mila euro al mese e tanti altri benefit. La verità è che Gaudio aveva capito che sarebbe finito in un tritacarne mediatico visti i suoi poco gratificanti precedenti e, poiché era in attesa di giudizio per il caso “concorsi truccati”, rischiava di venir fuori con le ossa rotte e senza archiviazione del caso (sic!).

Ed ecco la “genialata”: “mia moglie non si vuole trasferire a Catanzaro” una “bischerata”, direbbero in Toscana, capace solo di infangare la nostra terra. E dopo Cotticielli e Zuccatelli ecco a voi Gaudio e la Cavalcanti. Povera Calabria, povera Italia. In un altro Paese europeo il potentino Speranza si sarebbe già dimesso, ma la moglie del Ministro non vuole tornare a Potenza. Mal comune, mezzo gaudio.