Le associazioni dei malati calabresi al ministro Boccia: ‘Ascolti il nostro appello’

'Tra le altre cose si faccia finalmente una decisa modifica dei criteri di riparto dei fondi sanitari alle regioni'

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    Riceviamo e pubblichiamo la lettera pubblica di diverse associazioni di malati calabresi al ministro per gli Affari regionali 

    Sig ministro degli Affari regionali on. Boccia, Lei ha annunciato che la prossima seduta della conferenza Stato-Regioni si terrà in Calabria proprio per significare la vicinanza del governo sui problemi della sanità calabrese. Noi la ringraziamo per la sua sensibilità e le chiediamo:

    • Prima di tutto di non ripetere la beffa perpetrata ai danni dei malati calabresi dalla ex ministra della Salute Grillo che per varare il decreto Calabria n. 35 del 30/04/2019 ha voluto che si facesse con un consiglio dei ministri tenutosi proprio in Calabria. Infatti questa legge, ad esempio, per quanto riguarda il personale sanitario ha prodotto l’effetto di limitarne le assunzioni in Calabria e favorirlo in regioni come la Lombardia,
    • Di fare finalmente una decisa modifica dei criteri di riparto dei fondi sanitari alle regioni finanziandoli in base alla numerosità delle malattie presenti in ogni regione e non con i criteri dei costi standard e calcolo della popolazione pesata per come sono fatti adesso perché con questi criteri la Calabria:
    1. È la regione che da quasi venti anni ha ricevuto per la sua sanità meno fondi pro capite in assoluto rispetto alle altre regioni;
    2. Pur avendo tra i suoi due milioni di abitanti ben 287000 malati cronici in più di altri due milioni di altri italiani per come hanno certificato perfino i ministeri dell’economia e della salute validando il DCA n. 103 già nel lontano 30/09/2015 dell’allora commissario al piano di rientro Scura nel quale con tanto di tabelle erano conteggiati questi malati cronici in più;
    3. A causa dei criteri vigenti la Calabria è stata sottoposta a piano di rientro sanitario fin dal dicembre 2009 ad oggi e che ha significato ulteriori tagli ai già insufficienti finanziamenti con la conseguenza che i malati calabresi non si sono potuti curare. Il malato cronico che non si può curare poi costa molto di più ed è per questo che dopo 10 anni di piano di rientro il presunto deficit annuale della sanità calabrese invece di diminuire è quasi triplicato raggiungendo la cifra di 163 milioni. Inoltre il malato cronico che non si può curare si complica a tal punto che poi per essere curato deve recarsi nei centri di eccellenza fuori regione ed è per questo che anche questa spesa è quasi triplicata raggiungendo la stratosferica cifra di 329 milioni di euro/anno, che aggrava il presunto deficit sanitario che a sua volta impone ulteriori tagli e sacrifici alla spesa sanitaria creando un girone infernale dal quali i malati calabresi non usciranno mai;
    • Ricordiamo inoltre al ministro Boccia che a causa del piano di rientro e del sottofinanziamento:
    1. In Calabria noi malati paghiamo tickets molto più salati delle altre regioni:
    2. I calabresi, malati e non malati, paghiamo molte più tasse, sempre per risanare il presunto deficit sanitario, delle altre regioni ben 100 milioni/anno nonostante che siamo la regione tra le più economicamente disagiate di tutta l’Europa;
    3. Che lo “Stato Italiano” si sta comportando con la Calabria come un usuraio, infatti all’inizio del piano di rientro ci ha fatto un prestito di 428 milioni di euro che stiamo restituendo con oltre 30 milioni/anno in 30 anni e restituiremo quindi ben 948 milioni con un tasso di interesse del 5,85% vicinissimo al tasso usuraio che per questo tipo di prestito è del 6,34%;
    4. In Calabria dopo 10 anni di piano di rientro a parità di malattia si muore prima che non in altre regioni e che l’aspettativa di vita, per la prima volta nella storia della Calabria, invece di aumentare è diminuita, un bambino che nasce oggi in Calabria morirà ad una età inferiore a quella dei suoi genitori.

    Crediamo Sig. ministro Boccia che quanto detto debba bastare a che la Conferenza Stato-Regioni che si terrà in Calabria tenga conto di tutto questo è decida, finalmente dopo due decenni, di finanziare veramente i bisogni dei malati e dare cioè fondi proporzionali alle malattie presenti in ogni regione. Grazie e buon lavoro.

     

    La lettera pubblica è firmata da: CALMA Associazione Calabrese Malati Autoimmuni, ACMO Associazione Calabria Malati Oncologici, AVULSS Associazione Volontariato Unità Locali Socio-sanitari, AVE-AMA Associazione Volontariato Socio-sanitari e Infanzia a Rischio, ANED Associazione Nazionale Emodializzati, FAVO Federazione Associazioni Volontariato, LISM Lega Italiana Sclerosi Multipla, Cittadinanza Attiva , MEDIASS Associazione Medici di Famiglia a Catanzaro

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