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Sant’Anna, un cardiochirurgo: “Un semplice caso di incapacità e incompetenza”

Continua la protesta, ma i commissari latitano

di Alessandro Testa

Se una qualità può essere attribuita ai detective della squadra sanità della questura calabrese, questa è la coerenza. L’auto pattuglia Longo/Latella ha coerentemente negato la propria presenza anche a un’audizione convocata dalla Commissione Sanità del Senato, convocata in urgenza per discutere della vicenda S. Anna Hospital. Che il caso sia giunto fino a Palazzo Madama stupisce, una volta tanto, in positivo: merito dei lavoratori che non hanno mai smesso di farsi sentire nel rispetto delle norme e del CdA dell’azienda che ha ostinatamente portato avanti le battaglie legali e l’inutile ricerca di un confronto con le istituzioni regionali. Non stupisce neanche che questo confronto sia stato sempre negato ma ora abbiamo una tessera fondamentale da aggiungere al grottesco puzzle.

Sì, perché ora sappiamo che quando pensavamo a oscure macchinazioni, a poteri forti nascosti nell’ombra in attesa di gettarsi sul cadavere S. Anna, di piccole tribù locali desiderose di espandere il perimetro dei loro villaggi, ci sbagliavamo.
Ridimensionando, si tratta di un semplice caso di incapacità e incompetenza. La diagnosi, giunta dopo numerosi esami e analisi, comporta una prognosi ancora riservata ma almeno ora sappiamo con cosa abbiamo a che fare.
Incapacità: dal vocabolario Treccani: la mancanza della capacità di agire, che comporta l’impossibilità di compiere da sé atti giuridicamente validi.
Incompetenza: mancanza di competenza, cioè di conoscenza specifica, in una materia, disciplina, arte, professione.
I commissari nominati per prendere la direzione di una ASP sciolta per infiltrazioni mafiose con decreto del presidente della Repubblica datato 13 settembre 2019 in seguito all’operazione Quinta Bolgia della DDA di Catanzaro e il commissario ad acta nominato dopo il casting per prendere le redini della sanità regionale commissariata da 11 anni semplicemente non posseggono gli strumenti specifici: sono certamente persone di specchiata e dimostrata onestà, sono funzionari statali che, sono certo, lavorano con scrupolo e dedizione.
Peccato che in quanto prefetti ed ex prefetti siano per loro stessa natura volti a cercare colpevoli, non a trovare soluzioni. E così, nello Shanghai della sanità calabrese si guardano bene dal tirar fuori anche solo un bastoncino perché non hanno la minima idea di cosa potrebbe accadere.

Questo in generale, poi ognuno ci mette del suo, come la dott.ssa Latella che afferma (udite bene) che:
1 I pazienti calabresi non avranno alcun problema a farsi curare altrove. Come ha fatto il povero paziente scampato al terribile incidente automobilistico a Cutro e che si è fatto un volo di elicottero, dopo ore di inutili tentativi di trovargli un osto a Catanzaro. O come la già nutrita schiera che ha pubblicamente scritto di essersi dovuta cercare un ospedale fuori regione.

2 il S. Anna non è stato chiuso, semplicemente non ha l’accreditamento quindi può funzionare. In sostanza ci hanno tagliato luce, gas, acqua ma ci permettono di continuare ad abitare a casa nostra.

Longo non pervenuto, era certamente impegnato a stanare i medici calabresi colpevoli di ostacolare il corso regolare delle vaccinazioni.
Mi metto negli autorevoli panni dei componenti della Commissione Sanità. Al loro posto mi sarebbe venuto in mente un terzo sostantivo da aggiungere agli atri due, ma ho controllato sul vocabolario Treccani e si tratta di turpiloquio quindi desisto. Il presidente Spirlì è stato più bravo di me e ha definito sorda la ASP. Stessa iniziale, stessa finale.
Restando ai fatti, i lavoratori del S. Anna continueranno a presidiare e occupare gli uffici ASP fin quando un decreto non li rimetterà al loro posto naturale, la clinica nella quel prestano la loro preziosissima opera. Sembra che nei prossimi giorni, terminati i lavori indicati dalle prescrizioni OTA, arriverà una firma.
Una sentenza passata in giudicato assegna al S. Anna Hospital 6,5 milioni di Euro. Indovinate un po’? La ASP non li ha ancora tirati fuori e il 12 gennaio ci sarà un’altra udienza. Sicuramente in contumacia, vista la coerenza di cui sopra.
È alle viste una colletta per dotare di penne coloro che devono firmare; sarà complicato consegnarle, magari Brumotti o Staffelli ci daranno una mano, che loro sono bravi in questo.
Noi restiamo vigili e non molliamo, armati di determinazione, qualche megafono e il vocabolario Treccani.

*cardiochirurgo Sant’Anna