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S.Anna, l’ex assessore Ventura risponde al cardiochirurgo Testa

"Non ho mai pensato, da dove lo deduce, che il privato accreditato è un nemico. Non ho urlato nulla"

Riceviamo e pubblichiamo una nuova risposta dell’ex assessore comunale Sabatino Ventura al cardiochirurgo di S.Anna Hospital Alessandro Testa

Carissimo dottor Testa,
Inizio con lo stesso vocativo affettuoso, con il quale Lei ha ritenuto di avviare quanto mi ha scritto, in riferimento alle mie considerazioni e riflessioni sulla cardiochirurgia. Vengo a conoscenza della comune militanza nel Partito Comunista Italia, circostanza che mi facilita ogni interlocuzione: essere compagno è qualcosa che va oltre l’amicizia: si è compagni quando si condivide un processo culturale e politico e un conseguenziale impegno in un percorso per realizzare un progetto di società. Rivolgo, pertanto, anch’io l’espressione di un’insita simpatia. Lei, cardiochirurgo di provata qualità, onora, assieme a tanti suoi colleghi, Catanzaro attraverso la pregevole attività; lei è anche uno scrittore di alto profilo, riconosciuto a livello nazionale ed europeo. ha anche una particolare sensibilità musicale, per l’arte, soprattutto per la fotografia. Sono sensibilità culturali che, può ritenersi esagerato, completano e aiutano l’attività, erroneamente ritenuta “fredda”, del medico chirurgo. Tutto questo me la rende ancora più vicino (sono un’“artista” e un amante dell’arte tutta; un lettore, soprattutto di saggistica e narrativa, ma non di Gialli e thriller). In questo periodo sono a Roma, ma al mio rientro a Catanzaro, vorrei avere il piacere d’incontrarla.
Vado al merito delle Sue considerazioni.
Quanto ho scritto non ritengo si presti ad interpretazioni, chiedo sia riletto con più attenzione. Ma sono certo che Lei ha letto e capito bene tutta la sostanza del mio ragionamento, che va ben oltre a quanto ha ritenuto di estrapolare e prende in esame. Io propongo una diversa e profonda scelta politica nel determinare il necessario sistema sanitario calabrese.
Ho letto, non ho contezza, che il Sant’Anna riceve, a giusto pagamento: saldo a rendicontazione dell’attività che svolge, circa 30 milioni all’anno, non credo di avere fatto capire che sono elargizioni piovute dal cielo; elenco, infatti, anche alcune delle voci di spesa che sostiene la casa di Cura, e che certamente non sono tutte. Mi sono preoccupato anche di evidenziare, cosa che ritengo vera, le alte qualità delle prestazioni e le quantità che offre la Casa di Cura.
È ovvio che l’ASP eroga a riscontro del volume di attività, autorizzata, concretamente svolto. Non ho, anche, alcun motivo o sospetto rispetto al legittimo utilizzo dei corrispettivi.

I costi di gestione sono questione non solo di pertinenza interna, ma di pubblica conoscenza. Ritengo che dalla somma e sottrazione di quanto si riceve e si spende, si potrà comprendere il guadagno e i dividendi. Ogni finanziamento pubblico necessita di una particolareggiata rendicontazione da chi lo riceve, che, peraltro, dovrà essere disponibile.
La mia proposta di valutare la possibilità di realizzare in Calabria una cardiochirurgia pediatrica, nasce dallo spirito di solidarietà verso i bambini che ne necessitano e le famiglie, spesso in condizioni economiche precarie, che con grande sacrificio sono costrette a recarsi fuori regione. La mia idea, ripeto, di solidarietà umana, nasce probabilmente da informazioni non aggiornate e non esatte. Il dato a cui mi sono agganciato è il seguente: in Italia, sino a qualche anno fa, erano ogni anno poco più di 4500 i bambini cardiopatici; in questo periodo, probabilmente a causa del calo delle nascite, saranno di meno. Nel 2016, ultimo dato che sono riuscito a ricavare, i centri che hanno eseguito interventi di cardiochirurgia pediatrica sono 38 (42% al Nord; 29% al Centro e 29% al Sud), il 55% effettuati al Nord; 27% al Centro; 18% al Sud.
Ritorno, seguendo l’ordine delle Sue considerazione ed osservazioni, alla sostanza di quanto ho esposto. Domando a Lei, che ha una specifica competenza in merito, ma in via retorica a me stesso:
1) La Calabria, che ha tre cardiochirurgie, con un milione e novecentomila abitanti quante ne dovrebbe avere?
2) Può essere considerato normale avere nella sola Catanzaro due cardiochirurgie? Ritengo, rispetto ad ogni parametro previsto, che la Calabria avrebbe diritto ad una sola cardiochirurgia. Averne tre fa parte di quelle anomalie che dovranno essere superate per contribuire a realizzare un sistema più razionale e per spostare risorse in modo più confacente. Sono persona concreta, e non faccio proclami.
L’esempio di campanilismo che propone (Cittadella Regionale e Consiglio in città diverse) vale quanto tant’altri: tipo l’anomalia del polo cardiochirurgico realizzato, in più, a Reggio Calabria, (non c’entra nulla la qualità delle prestazioni che offre, che nessuno mette in discussione, ma Lei ha certamente capito cosa intendo dire). In Calabria bisogna, ha ragione, uscire dal “Medio Evo”.

Lei, leggo, sposa totalmente la mia proposta, riporto integralmente quanto ha scritto, anzi, con la sua autorevolezza nello specifico, la rafforza: “Per quanto concerne il mancato potenziamento del policlinico io concordo con lei e penso, da cittadino, che un reparto universitario adeguatamente supportato potrebbe meglio rispondere alle esigenze del territorio; è accaduto in Toscana, dove il reparto universitario fiorentino è balzato da un sonno pluridecennale per arrivare, sotto la direzione del prof. Stefano, a eseguire ben oltre 1200 interventi all’anno rendendo di fatto inutili gli accreditamenti per la cardiochirurgia, che non sono stati rinnovati”. Ancora “Nessuno in nessuna occasione, ha mai messo in dubbio il valore della cardiochirurgia universitaria dal cui potenziamento potrebbe venire solo un bene per i cittadini e per le casse già vuote delle ASP che ogni anno pagano per oltre 60000 prestazioni extraregionali (che generano poi oltre un milione di pernottamenti alberghieri) Ben venga il potenziamento e ben vengano le professionalità aggiuntive tante volte richieste e mai fornite”. Bene: è quello che chiedo e che bisogna fare a Catanzaro con la cardiochirurgia del Policlinico Universitario. Comporterà, però, una volta scelta questa strada, che ritengo giusta ed obbligata, è grave non averlo fatto prima, e raggiunti i livelli di quantità e qualità necessari, procedere nel tempo, certamente non breve, a non rinnovare gli accrediti e soprattutto i contratti di negoziazioni di volumi con il Sant’Anna Hospital.

I contratti sono temporanei, non ho mai affermato il contrario, ho scritto che comunque in Calabria sono diventati per sempre, atteso che non sono state fatte scelte per riportare i servizi esternalizzati direttamente all’interno del pubblico.
Il rapporto sanità pubblica/privato, con la legislazione nazionale su gli accrediti, i conseguenziali contratti di negoziazione e le autonomie regionali, anche a seguito delle modifiche al titolo 5° della Costituzione, è una specificità italiana. Negli Stati Europei, per non arrivare sino al Vietnam, esistono una varietà di rapporti e di sinergie tra pubblico e privato, ma nessuno identico all’Italia, almeno per quanto mi risulta.
Sono pienamente consapevole e molto offeso, arrabbiato, preoccupato per quanto hanno combinato negli anni alcune ASP e Aziende Ospedaliere: infiltrazioni mafiose, bilanci mai presentati, nulla rendicontato, stesse fatture pagate a privati più di una volta, ecc. (voglio ricordare che la quasi totalità dei reati commessi da dirigenti, funzionari, dipendenti della Pubblica Amministrazione, si realizzano in combutta con il privato). Spero che il Commissario ad acta, i nuovi Commissari Aziendali, ed il Consiglio Regionale di prossima elezione, facciano voltare pagina per recuperare onore alla nostra amata Calabria.

Non ho mai pensato, da dove lo deduce, che il privato accreditato è un nemico. Non ho urlato nulla. Pongo, come Lei ha ben capito, l’urgente necessità di riavviare un nuovo rapporto con il privato, da troppo tempo cristallizzato.
Non sono su posizioni ideologiche, da molti anni superate; mantengo i grandi ideali che caratterizzano il pensiero di sinistra; valori molto importanti che Lei di sinistra ben conosce.
Auguro, sono fino in fondo un profondo garantista, che la vicenda giudiziaria che coinvolge il Sant’Anna Hospital (sequestro di diversi milioni di euro), si risolva con un rapido proscioglimento. Una Casa di Cura così importante, vanto ed onore per la Calabria, dovrà continuare ad essere cristallina.

Sabatino Nicola Ventura