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S.Anna Hospital Catanzaro, hanno ripreso le attività gli ambulatori esterni

Lo rende noto il cardiochirurgo Alessandro Testa. "Telefono ha squillato in continuazione in tutto il periodo della chiusura"

“Da ieri 25 gennaio gli ambulatori esterni del S. Anna Hospital hanno ripreso le attività: cardiologia, medicina nucleare, radiologia, chirurgia vascolare e angiologia, cardiochirurgia, analisi cliniche, endoscopia digestiva, elettrocardiografia e molto altro sono da ieri a disposizione della cittadinanza calabrese”. Lo rende noto Alessandro Testa cardiochirurgo del S.Anna che aggiunge: “in questo mese di chiusura il centralino è stato quotidianamente tempestato dalle telefonate di cittadini, medici di base e colleghi specialisti che hanno sempre contato sulla nostra pronta disponibilità e professionalità. La riapertura degli ambulatori è un momento di rinascita che spunta come un fiore nella desolazione di settimane trascorse nell’altalena tra disperazione e volontà di non cedere. È un segnale, quasi un dovere vista la pressione che il territorio esercita sulla nostra struttura, e che spinge alcuni di noi a muoversi nell’ambito regionale per effettuare in loco le consulenze che normalmente avrebbe effettuato al S. Anna.

Malgrado il disinteresse di molta parte delle istituzioni (non tutte, e quando sarà il momento chi si è speso riceverà il giusto riconoscimento), della società cosiddetta civile e della politica (anche qui non tutta) e a dispetto della perdurante sofferenza della cassa, il CdA ha deciso di tornare a essere territorio, di restituire al S. Anna almeno una parte della sua funzione. Un bel momento, ma non basta. Cinque piani di degenza, sale operatorie, sale di emodinamica e molto altro attendono al buio e nel silenzio che qualcuno attivi l’interruttore e consenta ai tanti lavoratori di riprendere l’attività. I lavoratori sono sempre in presidio, ma sono anche stanchi e sfiduciati.

La Stalingrado di Pontepiccolo, assediata da ombre che non hanno mai cessato di allungarsi su di noi nella speranza di predare il cadavere della clinica, soffre la fame, la sete, il freddo. Resiste tuttavia, resiste tra le lacrime e i momenti di sconforto, resiste salutando i chili di carta stampata che vanno in regione, resiste accompagnando i tecnici impegnati nei rilievi necessari per l’aggiornamento del certificato di agibilità, resiste sognando una mano che finalmente prenda una penna e firmi. Che indegno trattamento ricevono, in quale limbo sono stati spinti dalla burocrazia, dalla cattiva politica e da interessi altrettanto cattivi! L’assedio in cui questi ragazzi e ragazze, uomini e donne sono stretti da settimane grida vendetta, è indegno di un paese civile.

Amici, vi conosco uno per uno: alcuni molto bene, altri meno ma siete tutti nei miei pensieri. Vi chiedo di non farvi vincere dalla stanchezza, di tenere ancora alto il morale perché siamo dalla parte della ragione e quando si è dalla parte giusta prima o poi si vince. Capisco che sia difficile ragionare lucidamente quando si è appena usciti dalla banca dove si è andati per sospendere il mutuo, o mentre si pensa a quanta spesa fare e a cosa risparmiare.

Capisco la rabbia impotente di vedersi appesi a fogli di carta inutile, di vedere come chi dovrebbe amministrare la sanità se ne lava bellamente le mani nascondendosi dietro commi e cavilli. Capisco anche chi ha ceduto ed è andato via perché siamo un gruppo ma ogni gruppo è fatto da individui ciascuno con storia e necessità diverse. Ci sta tutto, lo capisco: sappiate che continuerò a spendermi per quanto mi è possibile e per quanto possa incidere affinché la voce del S. Anna non si spenga. In queste ore nervose e tristi è essenziale restare a testa alta per poter meglio vedere la giusta e positiva conclusione di questa amara vicenda.
E quando tutto sarà finito potremo festeggiare nel modo migliore: tornando a fare il nostro lavoro, tornando a farlo nel modo che tutti ci riconoscono e che pochi possono emulare”.