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Vicenda S.Anna: “Finito il tempo delle proteste, è ora di denunciare Luisa Latella commissario Asp”

Dura presa di posizione del cardiochirurgo Alessandro Testa: "Trattamento discriminatorio nei confronti del S.Anna. Disinteresse per la salute dei cittadini e per i lavoratori"

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“Pro aris et focis. Per gli altari e i focolari.
Preso da Cicerone, questo incitamento ad attivarsi per il bene proprio e per quello della comunità rende alla perfezione lo stato delle cose nella vicenda del S. Anna Hospital. Nel giro di un mese, e si va rapidamente verso i due cicli lunari, un provvedimento illegittimo e l’ostinato rifiuto a pagare il dovuto per prestazioni erogate in regime di accreditamento hanno portato la struttura sull’orlo del precipizio. Un precipizio sul quale si posano da tempo gli sguardi avidi di molti attori nascosti”. Lo sottolinea Alessandro Testa cardiochirurgo del S.Anna Hospital.

“Ad oggi, registro la perseverante strategia della dottoressa Luisa Latella che, presidente del proprio personale tribunale e unica componente della relativa giuria, ha condannato senza appello alla pena capitale un’azienda da oltre 300 dipendenti con un ruolo che lo stesso TAR ha definito essenziale per la salute dei cittadini calabresi.
È evidente come alla dottoressa Luisa Latella questo non interessi, ed è sotto il sole, pur freddo e umido di questi giorni, il trattamento discriminatorio riservato ai legali e legittimi rappresentanti del S. Anna Hospital che nuovamente si ritrovano a rimbalzare contro il muro di gomma di PEC senza replica e sfregi comportamentali come quello di ricevere rappresentanze sindacali senza reale base nella nutrita schiera dei dipendenti rifiutando invece il confronto con chi quei lavoratori amministra e retribuisce. Retribuirebbe, meglio dire, se ci fossero i soldi.
La dottoressa Luisa Latella dirige una ASP commissariata per infiltrazioni mafiose, e quindi risponde non già al commissario ad acta Longo, bensì al ministero dell’interno.

In questa repubblica delle banane fatta di plotoncini al servizio di subcomandanti e miopi burocrati è impossibile de facto individuare una linea di comando che permetta interlocuzioni proficue e controlli accurati sull’operato dei funzionari.
Spettatore disinteressato è anche la prefettura che in tutto questo tempo non ha creduto di doversi abbassare all’incontro coi rappresentanti del S. Anna Hospital che in ripetute occasioni ed altrettante PEC senza replica hanno cercato di ottenere. Un rappresentante dello stato sul territorio, anch’esso dipendente dal ministero dell’interno, che tiene un tale comportamento si dimostra altrettanto colpevole, con l’aggravante che la bomba sociale e l’esasperazione di 300 dipendenti hanno molto a che fare con l’ordine pubblico che il prefetto dovrebbe tutelare.

Una repubblica delle banane ma senza banane, solo pupazzi inermi di fronte a vicende che evidentemente superano e di molto le loro capacità di gestione. E se non sono all’altezza devono essere sostituite. Noi lo chiediamo da tempo, ma a questo punto ritengo esaurito il tempo delle richieste, delle proteste, delle sacrosante affermazioni delle proprie ragioni.

Quel tempo è finito, ora comincia quello dell’azione legale, dell’intervento della legge che questi funzionari dovrebbero garantire e che invece lasciano languire e tengono ben nascosta nei cassetti delle loro scrivanie all’interno di uffici dove vige l’apartheid nei confronti del S. Anna.
Ora ci si arma per gli altari e i focolari: gli avvocati cui ho dato mandato stanno definendo i particolari e depositeranno a breve presso la procura della repubblica di Catanzaro una denuncia penale nei confronti della dottoressa Luisa Latella.

Lo faccio per me, per i miei colleghi, per tutti e invito chi si sente oltraggiato e danneggiato nel proprio diritto alla salute a fare altrettanto.
Lo faccio anche per la dottoressa Luisa Latella: visto che si trova così a proprio agio nei panni del giudice e della giuria, ho pensato di farle cosa gradita riservandole un’aula di tribunale tutta per lei.

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