Medicina e chirurgia all’Unical, Riccio: “Ennesimo scippo alla città”

La classe politica e dirigente, nonché i vertici dell’Umg, avrebbero dovuto difendere, rafforzare e valorizzare la facoltà di Medicina

“Abbiamo appreso che ieri la Giunta regionale ha deliberato l’attivazione del corso di laurea magistrale a ciclo unico in Medicina e Chirurgia con tecnologie digitali, a decorrere dal prossimo anno accademico con sede amministrativa all’Unical, interateneo con l’Università “Magna Graecia” di Catanzaro. Quello che era stata una preoccupazione da diverso tempo palesata oggi ha trovato concreto riscontro con una decisione che, di fatto, comporterà un ulteriore depotenziamento dell’Ateneo catanzarese e della sua facoltà di medicina”. E’ quanto si legge in una nota stampa del consigliere comunale Eugenio Riccio.

“Su questo tentato e riuscito “golpe”, insieme ad altri colleghi consiglieri, avevo inviato formalmente, lo scorso dicembre, una richiesta di risoluzione da discutere in Consiglio comunale unitamente alla vicenda Sant’Anna Hospital e alla situazione più complessa della sanità catanzarese. Purtroppo, e non ne capiamo i motivi, quella risoluzione fu trattata solo parzialmente in aula, tagliando fuori dal dibattito proprio il “caso” dell’istituzione di un corso di laurea interateneo in medicina e chirurgia che danneggerà Catanzaro e la sua vocazione formativa. La classe politica e dirigente, nonché i vertici dell’Umg, avrebbero dovuto difendere, rafforzare e valorizzare la facoltà di Medicina facendo le barricate contro i tentativi, da diversi anni messi in pratica, di creare cloni inutili e dispendiosi duplicando l’offerta. Tra l’altro, questa “generosità” vale sempre a senso unico: mai finora abbiamo potuto assistere ad un’analoga duplicazione, ad esempio, di corsi di ingegneria, architettura, lettere e filosofia da Cosenza a Catanzaro. Nella risoluzione avevamo, perciò, chiesto un immediato confronto con il rettore per fare chiarezza su questa decisione. Nel silenzio e nell’inerzia generale, si è consumato un nuovo “scippo” a danno del Capoluogo sul quale è necessario che ci si assuma la responsabilità atteso che chi è designato a rappresentare la città non debba avere come unico scopo la risoluzione dei problemi personali e di lavoro.”