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Medici base, sì accordo vaccini ma da politica poco coraggio

Proposta era investire un miliardo per vaccinare 70% popolazione

Il Sindacato Medici Italiani (Smi), ha firmato il protocollo d’intesa sul coinvol imento dei medici di medicina generale nella campagna di vaccinazione anti Covid “perché eticamente e deontologicamente disposti a collaborare”, rilevando però che “ai decisori politici è mancato il coraggio di scommettere sui medici di medicina generale”. Lo evidenzia in una nota Pina Onotri Segretario Generale dello Smi.

“Avevamo fatto una proposta che aveva come obiettivo vaccinare il 70% della popolazione in un lasso di tempo breve – specifica infatti Onotri – per questo avevamo chiesto un finanziamento congruo e certo (un miliardo e 200 milioni di euro) perché convinti che con queste risorse avremmo valorizzato l’autonoma organizzazione dei medici di medicina generale che, dotandosi di collaboratori amministrativi e sanitari, avrebbero potuto sul serio dare avvio sul tutto il territorio nazionale a tanti mini hub vaccinali. Ai decisori politici è mancato il coraggio di scommettere su di noi. Faremo quel che potremo con i mezzi che ci hanno messo a disposizione”.

“Il risultato di serrate trattative – prosegue – è stato l’impegno del Governo ad adottare uno o più provvedimenti per lo stanziamento delle risorse necessarie, quantificate sugli importi previsti dall’ACN, accordo collettivo nazionale di lavoro, per portare avanti la campagna vaccinale. Obiettivi e target verranno definiti a livello regionale, dove sarà declinato, in base alle caratteriste locali, il Protocollo d’Intesa firmato a livello nazionale. Abbiamo anche chiesto che, lì dove non è organizzativamente possibile , per mancanza di supporto amministrativo e infermieristico, i medici di medicina generale possano vaccinare presso i centri vaccinali messi a disposizione di Asl e Regioni”. Un’altra richiesta è stata infine “che tutti i medici di medicina generale possano aderire alla campagna. Il vaccino anti Covid rientra nelle fattispecie dei vaccini non obbligatori, soggetti a preventiva autorizzazione, prima di poterli effettuare e come tali sono retribuiti. Rientrano nell’obbligo di categoria, ma non del singolo”.