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Il Commissario Longo parteciperà al Consiglio regionale dedicato alla Sanità

Lunedì 26 la convocazione dell’Assemblea a Palazzo Campanella. La soddisfazione del consigliere Di Natale (IRIC)

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Lunedì 26 aprile, alle 12, il Consiglio regionale tornerà a riunirsi a Reggio Calabria con un solo punto all’ordine del giorno: “Sanità in Calabria – Partecipazione del Commissario ad acta Prefetto Guido Nicolò Longo”. Inutile dire che l’attesa è grande, considerata che avviene nel mezzo di una terza ondata epidemica che ha amplificato tutti i difetti strutturali, normativi e organizzativi del sistema sanitario regionale, sul versante sia ospedaliero che territoriale. La seduta monotematica arriva ad esaudire un desiderio espresso da diversi consiglieri regionali che in più occasioni, nelle settimane passate, avevano lamentato un crescente muro di incomunicabilità tra le due istituzioni elettive, perlomeno dal punto di vista ufficiale. Ufficiosamente, viceversa, e questo lo si è appurato nel corso del dibattito di lunedì scorso, tra il presidente facente funzione Nino Spirlì e i diversi consiglieri il dialogo è stato continuo, probabilmente legato, però, più a risolvere problemi contingenti sui territori che a una visione complessiva del quadro epidemico e della correlata campagna vaccinale.

Il Consiglio di lunedì 19, convocato per ascoltare le comunicazioni dell’effe effe sul Recovery Plan ha avuto, come era prevedibile, un lungo prologo incentrato sulla sanità. Prologo al quale non si è sottratto Spirlì, il quale, anzi ha colto l’occasione per rigettare sugli spalti la palla avvelenata delle critiche sull’approccio alla campagna di vaccinazione e sui risultati deludenti dal punto di vista della performance: “Venite a chiedere a me perché la sanità in Calabria non funziona, voi che da vent’anni ve ne occupate in malo modo?”.

Questa, in sintesi la provocazione lanciata dall’effe effe verso la classe politica calabrese. Che, per il vero, ha variamente, e anche duramente risposto, come per esempio ha fatto il consigliere di Forza Italia Domenico Tallini, sia in aula che successivamente. Il Consiglio di lunedì prossimo offrirà, tra l’altro, l’occasione di ascoltare il pensiero sulla sanità calabrese di chi è maggiormente deputato a farlo, ovvero il Commissario ad acta Guido Longo, a ciò incaricato dal governo centrale e anche fornito, sulla carta perlomeno, di più ampi poteri e mezzi rispetto ai predecessori. Curiosamente, in questi mesi, in barba ai poteri assegnati, la figura del Commissario è sembrata subire lo straripante protagonismo del presidente di giunta, prontissimo ad esternare sui social e promotore di ordinanze che hanno fatto spesso discutere e di iniziative molto rumorose, come l’ultima nei corridoi dell’ex Villa Bianca potenziale, al momento, Centro Covid. Sarà naturalmente interessante ascoltare quanto avranno da dire i consiglieri regionali, considerato che molti interventi già nella passata seduta sono stati critici nei confronti non solo dell’istituto del Commissario in sé dopo dieci anni di inefficacia, ma anche verso il Commissario in Longo. Basta riportare la caustica frase dell’assessore Fausto Orsomarso che accennando all’Ufficio del Commissario ha testualmente detto: “Ce ne mandassero quantomeno uno competente…”.

Della partecipazione di Longo e della seduta dedicata è particolarmente soddisfatto il consigliere di “Io Resto in Calabria” Graziano Di Natale che era anche pronto, in caso contrario, a immolarsi con “clamorose” iniziative: “È una buona notizia che certifica la bontà del nostro impegno nel reclamare che la massima istituzione regionale affrontasse un tema così importante e improrogabile – ha affermato il segretario-questore dell’assemblea regionale -. Abbiamo vinto una battaglia di democrazia, fondamentale perché era impensabile che l’assemblea dei calabresi non discutesse di questa grave emergenza che sta mettendo in ginocchio, su più fronti, la nostra amata regione. Adesso servono atti concreti da parte di tutto il Consiglio regionale all’unanimità. È dovere di tutti dare un segnale di speranza ai cittadini».

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