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Cisl Medici: ASP Catanzaro, legalità ad intermittenza

Il sindacato ritiene che alla sanità calabrese in Piano di Rientro non servono “servitori dello Stato”, verosimilmente senza esperienza di gestione sanitaria, bensì necessiti di manager/commissari di comprovata e qualificata professionalità

Nell’ASP di Catanzaro, commissariata per mafia fino al prossimo mese di settembre, le regole ed i regolamenti sembra vengano applicati e/o disapplicati in maniera intermittente come già più volte evidenziato. Dal difforme impiego delle risorse messe a disposizione dal Decreto del Commissario ad Acta n. 136 per l’emergenza epidemiologica da COVID 19 al fine di costituire le Centrali Operative Territoriali (COT) al difforme reclutamento del personale del 118 che causa disparità del trattamento economico con il personale convenzionato che da anni assicura la continuità del servizio. E’ quanto si legge in un comunicato stampa di Cisl Medici. 

Quest’ultimo motivo ha contribuito ad accentuare le dimissioni e/o la fuga dei medici verso altri settori a seguito delle problematiche organizzative e delle decisioni penalizzanti dell’amministrazione sulle relative retribuzioni.

Ulteriore contestazione era stata mossa per la dubbia applicazione del regolamento in merito agli incarichi di sostituzione ed in particolare sulla delibera n. 977 del 22.12.2020 con cui è stato conferito l’incarico per la Direzione della Struttura Complessa “Igiene degli allevamenti e Produzione Zootecniche”, dove risulta che le valutazioni sono state effettuate dal Capo Dipartimento di Prevenzione invece che dal Direttore Sanitario.

Peraltro, sul punto, risultano di dubbia legittimità le stesse valutazioni inerenti l’anzianità di servizio e la formazione professionale dei candidati. Malgrado la rinuncia del primo classificato, ad oggi, nessun altro provvedimento è stato assunto lasciando, in violazione del CCNL, la Direzione della Struttura, guarda caso, al Direttore del Dipartimento. Perché a tutt’oggi non viene applicato l’art. 22 del CCNL ed il regolamento aziendale?

Altra violazione delle norme riguarda l’assegnazione degli incarichi provvisori dell’ACN della specialistica ambulatoriale relativi all’art. 23 che possono essere conferiti esclusivamente per gli incarichi pubblicati ai sensi dell’art. 20 ed in attesa del conferimento degli stessi. Ebbene, l’Amministrazione ha violato l’ ACN introducendo il principio che basta una votazione a maggioranza del Comitato zonale affinché le stesse norme possano essere anche disattese.

Ma le incoerenze non finiscono qui!

Dal mese di dicembre le delibere vengono sottoscritte, al posto del Direttore Sanitario nominato con delibera n. 110 del 03.03.2020 ai sensi del D. Lgs. 502/92 e della L. R. n.11/2014, da altro dirigente sembra non legittimato. Infatti, neppure risulta che sia stato individuato dalla Commissione Prefettizia, con qualche atto pubblico, un ipotetico (ed illegittimo?) sostituto.

Sulla possibilità di vicariare temporaneamente il Direttore Sanitario o Amministrativo con altro dirigente le norme già citate non indicano una tale previsione né alcuna procedura. La CISL MEDICI ritiene che alla sanità calabrese in Piano di Rientro non servono “servitori dello Stato”, verosimilmente senza esperienza di gestione sanitaria, bensì necessiti di manager/commissari di comprovata e qualificata professionalità in grado di gestire in maniera efficace la riorganizzazione dei servizi sanitari, nel rispetto delle regole e dei contratti.