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‘Io, malato di Covid: dall’inferno al paradiso del reparto Malattie infettive dell’ospedale Pugliese Ciaccio’

"Voglio ringraziare tutti, dagli operatori sanitari ai medici che si sono presi cura di tutti i pazienti con un amore incredibile, la mia famiglia e i colleghi ed amici"

‘Sono una guardia giurata e voglio raccontare la mia vicenda. Purtroppo il giorno di Pasqua ho scoperto di essere risultato positivo al Covid. Mi hanno messo subito in quarantena con la mia famiglia.

Sono rimasto chiuso completamente per dieci giorni in una stanza (sarebbe stato meglio il carcere) con febbre alta e dolori allucinanti.  Di giorno venivano gli operatori dell’Usca per monitorare la febbre, che non scendeva nonostante una terapia molto potente”. Inizia così la testimonianza di una persona che si è ammalata di Covid 19 resa a catanzaroinforma.it.

“Giorno 15 sera, visto il peggioramento delle mie condizioni respiratorie, con saturazione 85 mia moglie sentendo i medici ha chiesto l’intervento del 118. Gli operatori sono giunti alle 20,30, ma sono rimasto chiuso in ambulanza per due ore in quanto mancava la barella di contenimento”.

Eseguita la tac è risultata una polmonite bilaterale. E’ stato allora predisposto il ricovero in Malattie infettive dell’ospedale Pugliese Ciaccio.

Il mio paradiso  – prosegue il racconto – è cominciato quando sono entrato in reparto Malattie infettive. Voglio ringraziare tutti, dagli operatori sanitari ai medici che si sono presi cura di tutti i pazienti con un amore incredibile voglio citare delle persone Piero, Michela, Giuseppe e tanti altri e un reparto veramente importante e speciale.

Voglio ringraziare principalmente i miei cari specialmente mia moglie e i miei figli, ho lottato per rivederli, tutti i colleghi e gli amici, avevo promesso che ce la facevo. Loro mi hanno assistito durante il giorno e la notte nel periodo più brutto con le loro preghiere”.