Donate le cornee di una donna di 95 anni. ‘I suoi occhi daranno vita e luce ad altri occhi’

Per volere dei familiari. L’operazione eseguita a Soverato. Ma il sistema si inceppa e sulla donazione di organi la Calabria è ancora troppo indietro. Con gravissimi costi per la sanità regionale

I suoi occhi continueranno a vivere in altri occhi. Daranno luce e sguardo ad un’altra esistenza. E’ stato appena eseguito, per volere dei familiari, all’ospedale di Soverato, un’operazione di espianto di cornee ad una donna di 95 anni. Una donazione di organi che ridarà la vista a chi l’aveva persa.

L’intervento è stato voluto dai familiari. Ad eseguire la delicata operazione  i medici Adriano Carnevali, oculista e Giovanni Mazzitelli, nefrologo.

‘Una bella notizia, questa, anche se purtroppo ancora oggi perdiamo troppi organi fino a doverli importare  ‘a peso d’oro’ da altre regioni perché il sistema sanitario calabrese continua a non essere vigile sulle donazioni – commenta Pasquale Scarmozzino, delegato della Regione come rappresentante delle associazioni di trapiantati e trapiantandi–  in alcuni casi però, va detto, vi  è anche problema di mancanza di personale negli ospedali. Anche l’anno scorso, una donna di 95 anni a Catanzaro, con il suo fegato ha salvato un’altra persona.

Ogni anno abbiamo un delta negativo. Facciamo per dirla in modo semplice ad esempio cento impianti di organi e ne procuriamo 50, gli altri ci arrivano da altre regioni d’Italia.

Occorre portare avanti la cultura della donazione. A volte non ci si pensa, sono questioni delicate – spiega Scarmozzino – ma se vengono donati gli organi non solo vive chi è salvato da questi, ma continuano a vivere gli organi stessi e quindi in un certo quella persona, in un’altra vita.

I sui organi continuano a vivere. Quindi in un certo senso è anche il malato che salva quegli organi: il cuore, i polmoni, le cornee, il fegato, i reni, che sarebbero andati a morire insieme a quella persona. Io stesso rimango in vita se c’è un malato che riceve i miei organi”.

Gli espianti, lo ricordiamo, si eseguono nei reparti di Rianimazione sulle persone cerebralmente morte. Nei reparti di Rianimazione è lo stesso personale a prospettare e presentare nelle forme più delicate alle famiglie la possibilità di salvare gli organi.

La cultura delle donazioni va incrementata: risparmierebbe tanta fatica e sofferenza a chi, per avere un trapianto, è costretto ad andare in altre regioni, e molto (leggi mobilità passiva) alle casse della sanità regionale.

(immagine di repertorio)