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Costa su Green pass: garantisce libertà ed evita rischi chiusura

Il sottosegretario alla Salute: percorribile l'ipotesi di obbligare il personale scolastico a vaccinarsi. Sulla sentenza della Consulta: dobbiamo costruire le condizioni affinché si torni all'ordinarietà

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“Io credo che dobbiamo assolutamente propositivi. Il Green Pass e’ uno strumento che garantisce la liberta’”. Lo ha affermato il sottosegretario alla Salute, Andrea Costa, parlando con i giornalisti a Catanzaro, a margine di una serie di sopralluoghi nell’ambito di una sua visita in Calabria.

Generico luglio 2021

Secondo Costa, “in un momento particolarmente delicato, perche’ siamo all’interno di un percorso di graduale ritorno alla normalita’, non possiamo permetterci di tornare indietro. Allora – ha proseguito – bisogna continuare con il piano vaccinale che sta dando buoni risultati, perche’ a oggi oltre 30 milioni di italiani hanno completato il ciclo di vaccinazione e siamo oltre al 56% e oltre 35 milioni hanno ricevuto almeno la prima dose, con una percentuale del 75%. Dobbiamo ovviamente proseguire e – ha aggiunto il sottosegretario alla Salute – introdurre il Green Pass ci permette di proseguire questo percorso scongiurando il rischio di eventuali altre chiusure ed eventuali altri rallentamenti che il paese non si puo’ permettere”.

“Ci dovra’ essere ovviamente una collaborazione da parte dei ristoratori, nella consapevolezza che stiamo chiedendo loro un ulteriore sacrificio e un ulteriore sforzo”, ha aggiunto Costa, con riferimento alle proteste dei ristoratori e di altre categorie sui controlli relativi al Green Pass. “Questo – ha spiegato Costa – e’ un tema che dobbiamo affrontare e approfondire, tra l’altro il Green Pass non entra in vigore subito, quindi abbiamo davanti a noi qualche giorno per poter eventualmente chiarire attraverso linee guida e specificare meglio. E’ chiaro che il controllo specifico spettera’ a chi e’ deputato a farlo, quindi ci dovra’ essere ovviamente una collaborazione da parte dei ristoratori, nella consapevolezza che stiamo chiedendo loro un ulteriore sacrificio e un ulteriore sforzo. Siamo consapevoli di questo, ma – ha proseguito il sottosegretario alla Salute – dobbiamo avere la consapevolezza che cosi’ facendo possiamo proseguire in questo percorso di ritorno alla normalita’ e confidiamo di avere la loro collaborazione, e non solo la loro. Ma comunque mi sembra che in quest’anno e mezzo di pandemia non e’ mancato il senso di responsabilita’ di tutti i cittadini e di tutte le attivita’ nel rispetto delle regole e – ha concluso Costa – sono convinto che in questo frangente comprenderanno quanto sia importante procedere in questa direzione”.

“L’ipotesi di introdurre l’obbligo vaccinale per il personale scolastico e’ un’ipotesi assolutamente percorribile: come ultima ratio sono d’accordo”, ha detto ancora il sottosegretario  Costa, rispondendo alle domande dei giornalisti. “Non c’e’ dubbio – ha sostenuto Costa – che ci sono ancora alcuni temi sui quali dobbiamo confrontarci e prendere decisioni. Uno e’ certamente quello dei trasporti, perche’ su questo una riflessione dobbiamo farlo. E ovviamente il tema centrale diventa la scuola. Non possiamo permetterci di non re-iniziare l’anno scolastico in presenza, perche’ la scuola per i nostri ragazzi non e’ solo un luogo per l’apprendimento ma anche un luogo di formazione e inclusione e quindi ha anche una valenza sociale. E’ chiaro – ha rilevato il sottosegretario alla Salute – che per raggiungere questo obiettivo non possiamo prescindere dalla vaccinazione del personale scolastico, docente e non docente: abbiamo formulato una richiesta precisa a tutti i governatori delle Regioni di farci avere entro il 20 agosto i numeri precisi del personale non vaccinato. Noi confidiamo in questi giorni e settimane di far comprendere quanto sia importante la loro vaccinazione per centrare l’obiettivo della scuola in presenza. E’ chiaro che se il problema dovesse persistere, credo – ha aggiunto Costa – che l’ipotesi di introdurre l’obbligo vaccinale per il personale scolastico sia un’ipotesi assolutamente percorribile, sulla quale come ultima ratio sono d’accordo e la sostegno”. Costa, infine, ha definito “importante vaccinare anche i giovani, dobbiamo dirlo con forza perche’ se e’ vero che un giovani che si contagia raramente puo’ avere conseguenze gravi ma i giovani contagiati permettono al virus di continuare a circolare e se il virus circola si possono generare nuove varianti e questo e’ uno scenario che dobbiamo evitare. Ecco perche’ – ha concluso il sottosegretario alla Salute – e’ importante che anche i giovani si vaccinino”.

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Dopo essere stato ricevuto in Cittadella dal presidente facente funzioni Nino Spirlì, il sottosegretario Costa, accompagnato anche dal commissario alla sanità Guido Longo e dal direttore generale del Dipartimento Salute della Regione Giacomino Brancati, ha visitato l’hub vaccinale dell’Ente Fiera e il centro vaccinale del policlinico Mater Domini.

COMMISSARIAMENTO E SENTENZA CONSULTA

Parlando con i giornalisti il sottosegretario Costa ha anche commentato la recente pronuncia con cui la Consulta ha dichiarato parzialmente incostituzionale il decreto Calabria bis.  “Dobbiamo costruire le condizioni affinche’ il territorio torni all’ordinarieta’ e in condizioni di assoluta normalità. L’obiettivo primario e’ dare ai calabresi una sanita’ accessibile e di qualita’, ci sara’ i il tempo di verificare eventuali responsabilita’. I commissari servono per affrontare situazioni straordinarie, quando queste si prolungano nel tempo c’e’ qualcosa da rivedere. Bisogna ridare ai territori la possibilita’ di governare la sanita’ in modo adeguato e creare le condizioni affinche’ tutto il territorio nazionale e i cittadini calabresi abbiano gli stessi diritti”.

Rispondendo ai giornalisti che gli hanno chiesto un giudizio sull’operato dell’attuale commissario della sanita’ calabrese, Guido Longo, Costa ha sostenuto che “ognuno, quando e’ chiamato a ricoprire un ruolo, lo fa con il massimo impegno e la massima dedizione. Qui in Calabria obiettivamente la situazione non era facile ma credo che l’impegno ci sia stato. E’ una situazione complicata, difficile, c’e’ ancora tanta strada da fare. Credo – ha rilevato il sottosegretario alla Salute – che il problema si risolva se ognuno da’ il massimo contributo, dobbiamo condividere insieme un obiettivo comunque, quello di dare ai cittadini una sanita’ di qualita’ e accessibile a tutti”. Sul tema dell’azzeramento da parte del governo nazionale del debito sanitario calabrese, richiesto a gran voce dalla Regione e da molti esponenti politici, Costa ha specificato: “L’impegno del governo e’ accompagnare in una situazione di normalita’, da parte del governo quindi massima disponibilita’ e massimo sostegno. C’e’ un percorso avviato, alcune settimane fa abbiamo incontrato con il ministro Speranza i parlamentari della Calabria per condividere insieme un percorso. E’ un tema – ha concluso il sottosegretario alla Salute – al centro del dibattito politico”.

Su eventuale personale da supporto al commissario che, alla luce della sentenza, dovra’ essere inviato dal Governo ha aggiunto che “i termini non sono sicuramente quelli legati alle elezioni, l’obiettivo e’ fare in fretta per garantire le migliori condizioni”. Riguardo all’operato di Longo e il commissariamento in Calabria, il sottosegretario ha aggiunto che “la situazione non era certo facile, ma credo che l’impegno ci sia stato. C’e’ ancora tanta strada da fare, il problema pero’ si risolve se tutti danno il proprio contributo. Oggi i cittadini chiedono una grande unita’ politica e istituzionale: dobbiamo condividere un obiettivo che deve essere di tutti, al di la’ della propria appartenenza. Il Governo deve fare una valutazione fra quella che e’ una gestione del passato, sicuramente da risanare, e che non si puo’ vincolare al ritorno alla normalita’. Credo sia giusto separare i due obiettivi, c’e’ bisogno di ripartire con gli strumenti adatti e con chi e’ legittimato a programmare la sanita’ calabrese. Pensare che ci si debba portare il fardello di un decennio di situazioni che hanno creato un quadro molto difficile, significa non voler dare una prospettiva a questa regione”.

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VACCINI: DATI CALABRESI IN LINEA CON QUELLI NAZIONALI

«La mia presenza oggi – ha affermato Costa – vuole testimoniare la vicinanza dello Stato ai territori e alle Regioni che, in questi mesi difficili, hanno affrontato una situazione drammatica, talvolta senza mezzi adeguati. La mia presenza è anche per ringraziare tutto il nostro personale del servizio sanitario nazionale, che ha gestito in prima linea la pandemia e continua col piano di vaccinazione a darci un sostegno indispensabile».«Credo che la pandemia – ha aggiunto – ci abbia insegnato come, di fronte alle grandi sfide, ci sia bisogno di un lavoro di squadra in cui ognuno può e deve dare un contributo straordinario. Sono rimasto colpito positivamente dal centro vaccinale che abbiamo visitato, dove ho riscontrato una grande organizzazione. Questo è l’elemento che mi porto a Roma, nella consapevolezza che, fortunatamente, i cittadini stanno comprendendo quanto sia importante la vaccinazione».

«I numeri della Calabria sulla vaccinazione – ha concluso il sottosegretario – sono positivi, in linea con i dati nazionali. Ringraziamo per questo in primis la Regione e tutti coloro che hanno collaborato in questo percorso condiviso: personale sanitario, volontari, associazioni. Ognuno è stato messo nelle condizioni di essere protagonista».

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SPIRLI’: STOP AL COMMISSARIEMENTO

«La Calabria non ha alcuna intenzione di restare sotto la botta di un inutile commissariamento che ha devastato la sanità in questi undici anni e che ha gonfiato in maniera mostruosa il debito sanitario. Sulla base di quanto stabilito dalla Corte Costituzionale, credo che oggi non ci siano più giustificazione per farlo sussistere».È quanto ha dichiarato il presidente della Regione, Nino Spirlì, nel corso della visita in Calabria del sottosegretario di Stato alla Salute, Andrea Costa.

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«Ringrazio il sottosegretario Costa che oggi – ha aggiunto Spirlì – ha potuto verificare di persona quanto la debole sanità regionale abbia saputo rispondere alle urgenze e alla necessità dei calabresi. I cittadini innocenti non devono pagare le colpe dei corsari della sanità, che hanno devastato questa regione, e degli scafisti sanitari che continuano a rapire pazienti calabresi per portarli in altre regioni, a danno della nostra sanità. Sono soddisfatto di quello che oggi abbiamo potuto presentare al Governo, che si sta rendendo conto di quanta fatica possano fare i nostri sanitari e chi amministra questo settore nella nostra regione».«Lo stop al commissariamento – ha dichiarato ancora il presidente – deve essere definitivo e avvenire rapidamente. Ritengo che, in tempi brevi, il Mef, prima di tutti gli altri ministeri, debba alzare bandiera bianca. Ha sbagliato in tutto, soprattutto nella mancanza di controlli. Se la Calabria ha commesso errori, sicuramente il Mef è il loro padre, perché non ha controllato o non ha saputo controllare. Oggi insistere con il commissariamento significherebbe essere consapevolmente colpevoli. Quelle stanze e quegli inutili tavoli che si sono succeduti in questi anni devono riconsegnare ai calabresi la gestione della sanità. Sarebbe molto grave un comportamento contrario».

 

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