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Il Policlinico: “Spazi e i tempi dell’hub vaccinale sono adeguati e rispondono alle richieste attuali”

Il direttore di presidio del Mater Domini De Filippo e il coordinatore Nobile rispondono ai rilievi dopo la sospensione delle somministrazioni causate da un guasto elettrico, riparato

“È una questione di qualità di percorso. Le persone che si rivolgono a noi contano anche di accedere alla vaccinazione in ambiente ospedaliero e, in quanto tale, in qualche modo rassicurati su eventuali controindicazioni o inconvenienti, per la verità già di per sé non frequenti. Ma per quanto mi riguarda è una percezione di qualità che condivido e applico dove ne ho responsabilità”. Caterina De Filippo parla di vaccinazioni e ambienti allo scopo allestiti con cognizione di causa. È direttore medico di presidio dell’azienda universitaria Mater Domini di Catanzaro, ma fa anche parte dell’unità di crisi regionale per l’emergenza Covid, e, più di recente, è referente regionale per il coordinamento con la struttura commissariale del generale Figliuolo. Insomma, ha il polso istantaneo sull’andamento della campagna sia sul fronte prossimale, dell’hub del policlinico, sia distale, di tutta la sessantina di postazioni di somministrazione in Calabria. Anche per questo, le sembrano eccessivamente caricate le critiche giunte in redazione sul servizio offerto nel centro vaccinale di sua diretta competenza e che abbiamo riportato nell’articolo pubblicato ieri. Innanzitutto sull’episodio specifico. Vediamo.
Gli utenti rimandati indietro in conseguenza di una interruzione della fornitura elettrica. “La vaccinazione in sé certo che non sarebbe stata un problema – spiega -. Né sarebbe stato un problema il caricamento statistico del dato, che si sarebbe potuto comunque effettuare. Ma perché, considerando quel percorso di qualità di cui ho detto, senza energia elettrica dovevo rischiare anche in via ipotetica su sessanta persone che in ogni modo sarebbero potuti tornare il giorno dopo o quando meglio avrebbero gradito?”.

Gli spazi ristretti e i disagi per il caldo. “Nella situazione attuale dell’andamento vaccinale in Calabria – considera De Filippo – la logistica è più che appropriata. Gli ulteriori spazi che avevo cercato di reperire e anche trovato nel momento in cui c’era il massimo delle richieste, era un’aggiunta che volevo fare. Ma se l’andamento è quello attuale, in Calabria ieri circa 6800 persone, perché dovremmo ampliare, senza motivo. Gli ambulatori dedicati alla vaccinazione sono muniti tutti e sei di carrelli per l’emergenza come di defibrillatori con batterie funzionanti. In considerazione del fatto che non eravamo difronte a un intervento salvavita, abbiamo preferito bloccare l’attività in nome della massima sicurezza dei pazienti. L’impianto di climatizzazione in condizioni normali funziona benissimo. In quelle giornate di caldo e afa eccezionali, 42 gradi per quanto ci riguarda, inconvenienti si sono verificati da noi ma in tante altre strutture, perché gli impianti non hanno retto nel massimo sforzo. Tra l’altro, il percorso dedicato alle vaccinazioni l’ho scelto personalmente, in considerazione della presenza di un lunghissimo corridoio che, nelle giornate di massimo afflusso che pure ci sono state, è servito a mantenere il corretto distanziamento”

 

Il guasto. “La causa del guasto elettrico – rassicura il direttore di presidio – è stata individuata e risolta. Se non si fosse risolto avrei chiuso l’ospedale, con documentazione allegata agli atti dove è detto cosa e quando è successo, perché è successo e cosa si è fatto. D’altro canto, i gruppi di continuità sono partiti immediatamente, siamo stati nove ore con il gruppo di continuità. Era giusto che interrompessi qualsiasi altra attività non essenziale. Avevo dodici pazienti in rianimazione e un intervento di cardiochirurgia iniziato in urgenza. Tutto è stato governato secondo regola e con la giusta determinazione, mi sia consentito. Quando negli ospedali il personale si sente governato, nessuno semina zizzania. Immediatamente abbiamo dato disposizioni, privilegiando questo e fermiamo quell’altro, e tutti si sono sentiti parte di un percorso lineare. Il guasto è stato nella notte, nel primo pomeriggio era già tutto a posto. Le attività programmate sono ripartite la mattina dopo”.

Della stessa opinione il professore Carmelo Nobile, cattedra di igiene e medicina preventiva all’Umg, componente dell’Unità operativa di igiene ospedaliera e coordinatore del centro vaccinale del Policlinico Mater Domini. “Il guasto – ci dice – ha riguardato l’ala adibita alle vaccinazioni e anche qualche reparto di assistenza, a cui hanno ovviato i generatori. Siamo riusciti a mantenere la corrente nei posti dove più necessario. Sicuramente l’hub vaccinale era meno importante sotto questo aspetto rispetto alla cardiochirurgia o alle terapie intensive e alla rianimazione. Per questo abbiamo preso un po’ di tempo, privilegiando quello che è giusto”.
Nobile risponde anche al rilievo sull’utilizzo del polo solo nella mattina. “Le prenotazioni sono attualmente calate – ricorda -. Tenere persone anche di pomeriggio per somministrare un numero minimo di vaccini come viene fatto attualmente è inutile. Se la mattina rimangono già ore libere di attività che non vengono coperte dalle richieste, è inutile mettere i pomeriggi. Per esigenze particolari ci si può sempre rivolgere all’hub di Catanzaro Lido che lavora anche il pomeriggio. Per noi è meglio la mattina, perché coincide con gli orari di visite e con gli esami negli ambulatori specialistici, quando meglio possiamo contribuire al raggiungimento degli obiettivi della vaccinazione. Siamo in prima fila su questo, anche come medici impegnati in altri reparti, perché a tutti coloro che affluiscono consigliamo vivamente la vaccinazione per la sicurezza loro e degli altri. Aprire il centro nel pomeriggio nello stato attuale sarebbe veramente sprecare risorse perché non c’è richiesta dell’utenza in questo senso. Qualora ci fosse una nuova ondata di richieste, provvederemo di conseguenza. Perché la nostra potenzialità è di 400-450 vaccinazioni e al momento ne stiamo facendo 100-120, un terzo della potenzialità, sarebbe uno spreco di risorse esagerato”.

Chiediamo al professore come giudica l’andamento delle vaccinazioni in generale, nella regione. “Spero in una nuova risalita delle vaccinazioni. Eravamo partiti male, poi grazie alle campagne di informazione, alla collaborazione dei mass media, a una maggiore presa di coscienza siamo riusciti a fare uno scatto in avanti. Adesso con la circostanza del ritorno a scuola speriamo ci sia un maggiore afflusso di ragazzi ai centri, che ci permetta di raggiungere i traguardi di immunizzazione che non sono irraggiungibili, siamo a un buon livello, nonostante la posizione in classifica che oscilla tra l’ultimo e il penultimo posto tra dosi ricevute e somministrate. Ma siamo a buoni livelli, pensando a come siamo partiti e a quello che abbiamo raggiunto. C’è una fascia di popolazione, in particolare nella fascia tra i sessanta e settanta anni maggiormente a rischio, che sono resistenti. Serve l’aiuto di tutti, penso ai medici di famiglia, penso ai farmacisti. E agli organi di informazione”.