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Gioventù Nazionale, deve rivivere il diritto alla salute

Codisposti: auspico vivamente che il neopresidente Occhiuto dia un risvolto importante alle sue parole

Sono appena passate le quarte elezioni regionali da quando la sanità della nostra regione, nel 2010, è stata commissariata. Si susseguono da ben 11 anni a questa parte, dunque, presidenti di regione e in parallelo commissari ad acta incaricati di attuare il Piano di Razionalizzazione e Riqualificazione del Servizio Sanitario Regionale, nonché di garantire i cosiddetti LEA, i livelli essenziali di assistenza, ai cittadini calabresi, vale a dire la prevenzione collettiva e la sanità pubblica, l’assistenza distrettuale e l’assistenza ospedaliera. E’ quanto si legge in una nota di Simone Codispoti (Delegato alle politiche sociali di Gioventù Nazionale Calabria).

Undici anni e la Calabria non è ancora uscita dal Piano di Razionalizzazione e Riqualificazione, continuando per di più a registrare un punteggio negativo dei livelli di assistenza che si mantengono ben al di sotto dei parametri fissati secondo il Nuovo Sistema di Garanzia del Ministero della Salute, qualificandosi tra le regioni nelle quali i LEA non vengono garantiti affatto. In poche parole, la Calabria non garantisce quelle prestazioni sanitarie che si dovrebbero fornire ex lege.
Da troppo tempo ci si chiede che fine fanno i fondi destinati alla sanità calabrese, come se si attendesse di ricevere una risposta diversa da quella che tutti quanti ormai dovremmo conoscere. Ospedali che chiudono, reparti che non aprono, macchinari che non arrivano, personale che non viene assunto, tutte conseguenze dello sperpero e dell’appropriazione indebita delle risorse. Un risultato ora superfluo da evidenziare ma che, nel nome della troppo complessa situazione finanziaria e della indigesta qualità dei servizi offerti, non può non fare da promemoria a chi detiene una rilevante responsabilità. Fare da promemoria affinché si possa combattere a fianco di quel cittadino che a causa di un reparto, o peggio ancora di un ospedale che chiude, viene costretto a percorrere molteplici chilometri per arrivare ad un altro presidio. A volte, parlando specialmente dei paesi dell’entroterra, raggiungere tale presidio risulta di particolare difficoltà, ove l’ostacolo maggiore è il ritratto di carreggiate completamente dissestate.

Da militante di un movimento giovanile- conclude la nota – ma soprattutto da giovane che vuole continuare a vivere la sua terra per migliorarla, auspico vivamente che il neopresidente Occhiuto dia un risvolto importante alle sue parole, nel momento in cui afferma di voler restituire la sanità ai calabresi. Che sia l’obiettivo di tutta la nuova giunta regionale far rivivere un diritto che ci è stato sottratto per troppo tempo, perché la conseguenza più ovvia e più grave di un sistema sanitario che non funziona non può che essere tale: si muore.