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Irregolarità per nomina primario Ematologia Pugliese-Ciaccio? Cisl medici chiede delucidazioni

"Tra i requisiti per l’accesso un’anzianità di servizio di sette anni, di cui cinque nella disciplina o equipollente. Il vincitore non l'avrebbe maturata"

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La Cisl Medici – si legge in una nota stampa  a firma del Segretario Regionale Nino Accorinti  –è già intervenuta alcuni mesi or sono su alcune irregolarità nelle procedure delle selezioni per le direzioni delle strutture complesse indette dall’Azienda “Pugliese Ciaccio” di Catanzaro. Ciò nonostante le violazioni sulle norme concorsuali si ripetono.

In particolare aveva denunciato, per il concorso a primario di Immunoematologia e Servizio Trasfusionale, le irregolarità sulla procedura per la costituzione della Commissione esaminatrice laddove si ignorava le disposizioni di cui all’art. 57, comma 1 punto a), del D. lgs. n. 165/2001, al fine di garantire pari opportunità fra uomini e donne. Solo dopo alcune diffide inviate al management ed al Dipartimento Tutela della Salute veniva recepita la norma di legge.

Altre problematiche erano insorte per l’ammissione al concorso di direttore per la Struttura Complessa di Microbiologia e per quella di Oncologia, la cui selezione veniva ripetuta dopo un ricorso all’autorità giudiziaria per diverse violazioni procedimentali.

Adesso, sorgono fondati dubbi sull’ammissione di un concorrente al concorso di primario della Struttura Complessa di Ematologia, risultato poi il primo della graduatoria.

Infatti, i criteri per poter partecipare ad un avviso di struttura complessa sono regolamentati dall’art. 5 del DPR 484/1997, che prevede tra i requisiti per l’accesso un’anzianità di servizio di sette anni, di cui cinque nella disciplina o equipollente, e specializzazione nella disciplina o in una disciplina equipollente.

Ebbene, il concorrente in questione proveniente dall’Azienda O.U. “Mater Domini” (sprovvista di U.O. di Ematologia), pur in possesso della specializzazione in ematologia e di sicura competenza professionale, avrebbe prestato servizio nella Unità Operativa di Oncologia Medica, disciplina non equipollente (DM 30 gennaio 1988) a quella messa a concorso. L’ammissione alla selezione, quindi, risulterebbe irregolare.

Il tutto è frutto di autodichiarazioni non veritiere, di disattenzione o di superficiale ponderazione delle regole da applicare da parte dell’Ufficio personale e/o della Commissione valutatrice con in testa il Direttore Sanitario Aziendale? O risponde ad una scelta programmata del management aziendale?

Ed a proposito della gestione del Dipartimento Oncoematologico, l’Azienda persevera, malgrado la presenza di due direttori di struttura complessa, nell’individuazione di un “referente”, dipendente addirittura alla Direzione Medica di Presidio, in violazione dell’ex art. 18 ora 22 del CCNL 2016-2018 che prevede la nomina di un sostituto appartenente alla struttura medesima o altro dirigente/direttore con corrispondente incarico.

Cui prodest il mancato rispetto delle norme contrattuali?

Inaccettabile risulta, poi, il ritardo nell’attribuzione al personale della premialità 2019, relativamente ad un accordo decentrato sottoscritto a dicembre 2020. Ed allora sorgono spontanee alcune ipotesi.

Le risorse dei fondi contrattuali della dirigenza sono state “distratte” ed utilizzate per altri fini? Il mancato accantonamento delle risorse contrattuali sono la causa della omessa applicazione dell’istituto contrattuale?

La Cisl medici, che in caso di ulteriori omissioni si rivolgerà all’autorità giudiziaria, ritiene che non si possono realizzare condotte in contrasto con le regole, siano esse statali che contrattuali. E’ un dovere osservarle, specie per coloro che dovrebbero avere come obiettivo il miglioramento dell’efficienza e dell’efficacia dell’organizzazione dei servizi sanitari destinati alla collettività.

 

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