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Superare l’emergenza sanitaria? Basta qualche buona terapia: parola di Bianca Laura Granato

Il mondo parallelo di scettici e complottisti nella serata al Musmi organizzata dalla parlamentare che giovedì affronta la Commissione del Senato sul suo rifiuto di esibire il green pass  

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Bianca Laura Granato, senatrice della Repubblica, giovedì 2 dicembre affronterà insieme a tre colleghi (tra cui Gianluigi Paragone) la Commissione contenzioso al Senato per discutere del suo ricorso contro il divieto di accedere a palazzo Madama se non esibendo il green pass obbligatorio. È la sua personale battaglia che conduce in contemporanea con l’altra, più generale, su tutto l’impianto normativo, sanitario e sanzionatorio che lo Stato, e il governo in particolare ha messo in campo per fronteggiare l’emergenza sanitaria da Covid-19. Questa sera, sulle orme della deputata veneta e sodale di Alternativa c’è Sara Cunial, compagna alla Camera di analoghe disavventure disciplinari, Granato ha messo su al Musmi del Parco della Biodiversità un convegno metà giuridico e metà scientifico dal titolo anche generoso nella concessione: “Superare l’emergenza sanitaria”. Infatti è già generoso, rispetto ad alcuni contenuti relazionati dagli intervenuti, ammetterla, l’esistenza dell’emergenza. Sentiamo dalla senatrice catanzarese intanto i motivi che l’hanno spinta a organizzare la serata, per la verità poco partecipata dal pubblico in presenza, complice il cattivo tempo e il primo freddo pungente. “Il convegno vuole descrivere la situazione dell’emergenza sanitaria, dalla sua genesi fino all’epilogo attuale, in cui sembra non avere prospettive di cessazione. Probabilmente si è sbagliato qualcosa, da parte dei vari governi, ed è proprio su questo che discetteremo (dice proprio così, ndr) con medici e giuristi”.

In posizione altamente critica, se non di rigetto rispetto a quanto sostenuto dai governi, naturalmente. “Direi proprio di sì, perché penso che i risultati dopo due anni ci diano anche qualche fondato motivo di avere dei dubbi su questa politica sanitaria”.
Lei, senatrice, non è vaccinata, vero? “No, non sono vaccinata, e sono sempre di più convinta che questa non è la soluzione, sono estremamente diffidente nei confronti di un farmaco che dovrebbe intercettare preventivamente un virus ma che non è in grado né di contenerne la virulenza, né la contagiosità. Mi sembra quindi un farmaco totalmente inutile che oltretutto dà numerosi effetti avversi, tanto è vero che molte persone intorno a me hanno subito delle conseguenze estremamente serie. Non ritengo che valga la pena non esporsi a questo rischio”.

Le “persone intorno” alla senatrice Granato sono probabilmente, a meno di considerarla catalizzatrice di effetti non desiderabili, i follower della sua pagina Facebook sulla quale hanno potuto seguire la diretta streaming del convegno, e sulla quale da qualche giorno propaganda l’indirizzo mail al quale inviare richieste di assistenza legale contro l’obbligo del green pass. La questione, come si sa, è seria, basta leggere l’opinione finemente argomentata da avveduti giuristi per la quale il “super green pass” è perigliosamente vicino all’obbligo vaccinale.

Lei, senatrice Granato, come si comporterebbe in caso di obbligo?

“No, in ogni caso non lo farei, non praticherei il vaccino, a qualsiasi costo, perché lo ritengo un prodotto tossico”.
Ma cosa proporrebbe, al suo posto? “Ecco, essendo una persona che vuole dare soluzioni ai problemi, dopo avere sentito parecchi medici che hanno curato efficacemente questa patologia dopo i due anni nei quali stiamo ad inseguire varianti, ritengo che la cosa migliore è dare spazio alle terapie, e quindi potenziare la sanità pubblica, la medicina di base, fare formazione ai medici su queste terapie, che danno ottimi risultati. Così ne usciremo, contrariamente no”.

E sul piano giuridico e costituzionale, cosa ne pensa, senatrice?

“Penso che siamo a una deriva totalitaria, gravissima, non viviamo più in uno stato di diritto, ci sono persone che rischiano il posto di lavoro e la possibilità di sostentare se stessi e le loro famiglie perché non accettano di sottoporsi a questa terapia (il vaccino, ndr) che presenta tutte le incognite dette e che non dà prospettive efficaci di contenimento. Chi si sente più tutelato di praticare il vaccino lo faccia, ma si rispetti chi lo reputa pericoloso. È difficile che questa persona accetti di iniettarselo o praticarlo su se stesso, è come chiedere a qualcuno di suicidarsi. Lo Stato non può pretendere questo dalle persone”.

Questo è il pensiero di Bianca Laura Granato, eletta nel collegio di Catanzaro nel boom elettorale 2018 del Movimento 5Stelle e adesso parte della pattuglia dissidente e fuoriuscita di Alternativa c’è. Per dargli corpo scientifico la senatrice ha chiamato alla testimonianza da remoto nomi noti dell’universo No vax o Anti vax o Ni vax che dir si voglia. Come il plurilaureato Domenico Mastrangelo che dalla Toscana è fiero assertore non solo della scarsissima attendibilità dei marcatori genici del Sars Cov-2 ma anche dell’efficacia terapeutica della vitamina C o l’ematologo friulano Vincenzo Martucci convinto sostenitore del complottismo farmaco sanitario mondiale che quantomeno non avrebbe ostacolato efficacemente il diffondersi della pandemia. In sala, in presenza, invece, il lato giuridico dell’expertise anti vaccino: gli avvocati del foro di Lamezia Terme Gianfranca Bevilacqua (“L’articolo 32 Cost ci guida in questa serata, articolo che tutela il diritto alla salute soprattutto come diritto dell’individuo, e non è previsto da nessuna parte che una pseudo esigenza di solidarietà sociale possa comprendere la soppressione delle libere scelte individuali.

Non si può considerare l’inoculazione di questo farmaco alla stregua di un Trattamento sanitario obbligatorio”) e Fabio Trapuzzano (“La vicenda scientifica è strettamente correlata alla giuridica. Presupposto dell’obbligatorietà dello stato d’emergenza è intanto che vi sia una pandemia e numeri alla mano forniti dall’Istituto superiore di sanità, non il club dei complottisti, dall’esame delle cartelle cliniche dei 130mila morti che inizialmente si attribuivano al Covid, i morti realmente per Covid sono solo 3.180, per cui questa famigerata pandemia su cui poggia lo stato d’emergenza non esiste”).
Dei No-Vax, insomma, il catalogo è questo. Dall’alfa all’omega. Anzi, all’omicron. 

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