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Covid Catanzaro, associazione I Quartieri: “Negli ospedali è caos Covid. E Villa Bianca resta incompiuta”

"Abbandonata. Sembra dormire in una foresta incantata. A questo punto cosa vogliamo ancora chiedere ai sanitari del Pugliese-Ciaccio?"

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“Sono ormai passati due anni di convivenza forzata con il Covid-19 – ricorda Alfredo Serrao presidente dell’associazione I Quartieri– ma al netto delle varianti nella sanità calabrese l’ospite resta il convitato di pietra, consolidato dal disordine e dalle bugie come i carri armati di Mussolini, che passano da un tavolo all’altro, da un anno all’altro, da un commissario all’altro. Il risultato il caos totale, mentre gli ospedali restano sotto pressione e la Calabria cambia colore per la pandemia e per la vergogna.

In queste ultime ore il presidente e commissario della sanità, Roberto Occhiuto ha dato mandato alle Asp territoriali di effettuare una ricognizione urgente volta all’identificazione dei siti utili per l’attivazione dei posti letto Covid(?). Siamo ritornati al vecchio cliché, quello già ampiamente rodato che distribuisce responsabilità a pioggia fra i diversi livelli gestionali della sanità calabrese, giusto per confondere la pubblica opinione alzando la cortina fumogena. Il dato che emerge, come sempre, è che il Covid dilaga nelle corsie degli ospedali, nei pronto soccorso ormai al collasso, nei reparti di malattie infettive: una risposta sempre votata al minimo sindacale, mentre i famosi “eroi” sono costretti a manifestare sotto le finestre del decimo piano della Cittadella regionale.

Il presidente Occhiuto ha fatto visita agli Hub vaccinali della provincia di Cosenza, un atto giusto per manifestare concretamente la sua attenzione in qualità di responsabile unico della sanità calabrese,  ma questo non basta né come segnale di discontinuità né come risposta seria della regione Calabria in tema di pandemia e programmazione quella che resta sempre nel tema dell’urgenza. Un poco come a giustificare le incompiute, che oggi ritornano e, parliamo dei famosi Covid Hotel attivati, mai usati e neanche pagati; dei posti letto di degenza Covid spalmati sul territorio solo su tabella e senza personale; dell’incremento dei posti di intensiva e sub-intensiva che a distanza di quasi due anni segnano un dato eccezionale di +4 posti letto lasciando la Calabria sempre sulla soglia critica!

Scendere dal piedistallo del decimo piano è l’unico imperativo, quello che deve portare Occhiuto ed i suoi delegati del Comitato Tecnico ad andare sulle barricate sanitarie, dove il caos è ritornato ad essere la costante ed il personale sanitario combatte con la fionda, restando ancora senza prospettiva e senza una visione. A Catanzaro il punto di ritrovo del virus è da sempre il Pugliese-Ciaccio dove prima, durante ed anche oggi, al netto del Covid, afferisce tutta l’area centrale della regione Calabria in cerca di una risposta sanitaria, quella che altre strutture o non sanno offrire(?), oppure sanno solo pubblicizzare in termini di marketing e non di cura. Ci viene riferito che oggi  nel Pugliese-Ciaccio il Covid-19 cammina indisturbato nelle corsie, in un clima di disordine ed in una moltiplicazione pericolosa non solo per i degenti, ma per un intera città, quella di Catanzaro ormai diventata, almeno in termini di risposta sanitaria, l’ultimo Eldorado. Tutto questo non solo espone immotivatamente i sanitari ad un rischio, che dopo due anni dovrebbe essere in parte calcolato, ma ci restituisce pari pari il tema delle incompiute, quella mancanza di posti letto Covid, diventati il regalo promesso e negato di ogni Natale e di ogni Santa Pasqua. 

Non si capisce il perché? Già perché ancora oggi si parli di ricercare questi posti letto sul territorio, quando proprio a Catanzaro, fra apparizioni, scomparizioni, miracoli mediatici e non, Villa Bianca resta sempre “candida” ma immobile, sfuggendo dal radar sanitario che la vedeva protagonista come Covid center, salvo poi riscoprire dalle cronache che si gioca un altro ruolo solo per le incompiute interne e per le montagne di spazzatura che ne abbelliscono l’ingresso.

A questo punto cosa vogliamo ancora chiedere ai sanitari del Pugliese-Ciaccio? Quale è l’impegno civico e sanitario che ancora devono dimostrare o sopportare? Di certo il Pugliese-Ciaccio offrirà la sua risposta, quella già rodata, che passa dallo spostamento del reparto di Geriatria nei sottotetti o peggio ancora la sua chiusura temporanea e l’attivazione degli ulteriori posti Covid in area infettiva ed in area medica, niente di più non per cattiva volontà, ma per un limite strutturale e funzionale non valicabile. Intanto Villa Bianca continua a dormire nella foresta incantata del Policlinico universitario, quello della prossima integrazione ospedaliera (?) e della confusione di responsabilità fra attribuzioni di potere, vere e presunte.

Questo è quello che il presidente Roberto Occhiuto deve assolutamente impedire, verificando di persona impegni ed obiettivi, lasciando gli ascari-somari, portatori di false novelle e di sventure pilotate fuori dai corridoi del decimo piano della Cittadella”.

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