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Posti letto Covid da implementare, la riflessione del sindacato Cisl Medici di Catanzaro

La segretaria Carolei: "A discapito di chi? Che fine hanno fatto i Covid Hotel? E Villa Bianca? Decollerà l'assistenza domiciliare?"

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Diversi articoli di questi giorni su quotidiani regionali – scrive  Luciana Carolei Segretaria Provinciale CISL Medici Catanzaro-Crotone-Vibo – in forma vaga hanno comunicato ed evidenziato che, a causa dell’aumento della diffusione del Covid in particolare della variante Omicron in tutto il territorio nazionale, ci sia la necessità in particolare in Calabria di reperire e creare nuovi posti letto. Importante iniziativa da parte del Commissario, ma a discapito di chi?

L’attivazione di ulteriori posti letto dovrebbe essere fatta al nosocomio “Pugliese Ciaccio” di Catanzaro dove gia’ nell’anno precedente erano stati attivati dal Direttore Zuccatelli in malattie infettive da 15 a34 posti letto, oltre all’aumento di 12 posti in anestesia e rianimazione senza adeguamento del personale.

Il progetto prevede un aumento di posti non nelle stesse sedi o in un edificio adiacente ed isolato, per evitare la diffusione del virus, che negli ospedali è inevitabile (le infezioni ospedaliere fanno statistica) non solo per i soli ricoverati, ma anche per gli stessi operatori sanitari che lavorano quotidianamente nei medesimi ambienti. E vale anche per tutti i cittadini che, ogni giorno, si recano in ospedale per sottoporsi a prestazioni e cure sanitarie di qualsiasi tipo.

Il rischio esiste, considerando che gli ospedali sono ambienti chiusi e l’aerazione continua e’ impossibile. Infatti, il progetto prevede la conversione di un reparto ai fini del ricovero di malati covid e, quindi, adiacente ai normali reparti di degenza e cura. Tutto cio’ provocherebbe certamente per ogni cittadino l’impossibilità di un ricovero o di una semplice visita o prestazione senza rischio di contrarre l’infezione. Mi meraviglia ,pertanto, come una task force competente ed un management sanitario responsabile non si pongano tali problematiche prima di autorizzare un progetto del genere che aggraverebbe l’esigenza sanitaria in Calabria per tutte le altre patologie esistenti e per l’urgenza che e’ quotidiana e notturna. Che fine hanno fatto i Covid hotel gia’ autorizzati e pagati dalla Regione Calabria con la vecchia gestione e poco pubblicizzati?

Forse in questo momento sarebbe opportuno migliorare e potenziare l’assistenza domiciliare per renderla più efficiente per il cittadino e dare la possibilità a tutti quei pazienti affetti da covid che non hanno la possibilita’ di isolarsi in casa propria, e quindi di potersi curare senza infettare i propri familiari e magari soggetti fragili, di ricevere cure adeguate come, purtroppo, non e’ accaduto in molti casi per una scarsa assistenza domiciliare. Sarebbe auspicabile in una regione che spera di migliorarsi, come più volte e’ stato ribadito dal nuovo Commissario e Presidente Roberto Occhiuto. L’alternativa ideale potrebbe essere individuare un’area adiacente, ma isolata dal corpo centrale , che renda possibile cure continue (se si osserva bene queste strutture esistono gia’ e se ne e’ parlato in abbondanza un anno fa) non come invece e’ accaduto spendendo tanti soldi pubblici con la preparazione di posti letto a “Villa Bianca” mai utilizzati perchè inadeguati per essere attivati. La task force forse nell’emergenza in cui ci troviamo dovrebbe suggerire l’apertura ed il potenziamento di strutture anche mobili per poter somministrare i tamponi e processarli, così da evitare l’afflusso negli ospedali per la sola diagnosi, permettendo un tracciamento reale utilissimo per evitare la diffusione.

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