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Sanità, Occhiuto sana con decreto alcuni atti emanati nei mesi scorsi, viziati da difetto di competenza

Le nomine e le conferme di Varone e Belcastro e il via libera ad alcune assunzioni erano state decise dal presidente della regione Spirlì. Erano invece competenza del commissario

Un decreto “recuperatorio” quello emanato e pubblicato nel giorni scorsi da Roberto Occhiuto nel suo ruolo di commissario Sanità della Calabria. Il provvedimento del 12 gennaio 2022 ha ratificato alcuni atti e in particolare alcune nomine decise tra il 2020 e il 20121 dall’allora presidente della Regione facente funzioni Nino Spirlì, e che secondo la legge sono avrebbero dovuto essere di competenza dei Commissari ad acta che si sono susseguiti (Cotticelli-Longo).

Gli atti per cosi dire convalidati da Occhiuto sono quelli con cui erano stati nominati o confermati i delegati alla gestione della crisi Covid (Varone e Belcastro) e che avevano dato via libera ad alcune assunzioni che erano state precedentemente autorizzate.

Senza la sanatoria, gli atti in questione avrebbero potuto essere considerati illegittimi in quanto “adottati, mantenuti e confermati – si legge nel decreto- in disarmonia con le normative di riferimento, generale e specifico, che imponevano il ricorso alla decretazione commissariale ad acta e non già al potere ordinamentale di cui al comma 3, dell’art. 32 della legge n. 833/78”.
Il Dca, il primo del 2022, è stato formato da Occhiuto e dal subcommissario Esposito.