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Case di cura private, l’Asp di Catanzaro non è un bancomat

La replica dopo la nota Aiop

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L’Azienda Sanitaria Provinciale, contrariamente a quanto illegittimamente insinuato da Aiop, ha sempre operato nel rispetto degli atti di programmazione regionali e aziendali, a tutela della salute degli assistiti e delle risorse economiche assegnate. La nota Aiop viene diffusa all’indomani del rifiuto da parte di alcune Case di Cura private del Capoluogo, di sottoscrivere i contratti integrativi per l’anno 2020 in quanto ritenuti non “sufficientemente remunerativi”, nonostante le cosiddette “griglie” relative alla prestazioni acquistabili, oggi in contestazione, fossero state concordate con le suddette Strutture.

Diversamente da quanto affermato dai vertici dell’Associazione, che negli anni ha patrocinato ed alimentato contenziosi con gli Enti del Servizio Sanitario Regionale, che hanno visto puntualmente soccombenti le Case di Cura private, sono ben altri i comportamenti che, qualora assecondati, potrebbero rilevare sotto il profilo del danno erariale. Il tentativo di condizionare e fare pressioni a mezzo stampa non ha intimidito l’Asp di Catanzaro che, anzi, sarà ancora più vigile e rigorosa nel rispetto delle normative e dei contratti. L’Azienda, pertanto, nonostante le inopportune esternazioni dell’Associazione, attende fiduciosa la sottoscrizione dei contratti integrativi da parte delle Case di Cura di Catanzaro, riferite, si ripete, all’anno 2020 e, pertanto, senza pregiudizio per la tutela della salute degli assistiti.

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