Sei ore per salvare una vita, i medici del Pugliese di Catanzaro ci sono riusciti 

La storia di Manuela e la buona sanità dell’unità operativa di Neurologia dell’ospedale di Catanzaro 

Quanto valgono 6 ore e mezzo? Per uno sportivo a volte un record, per un turnista di notte la durata del tempo che lo separa dal rientrare a casa. Per una persona colpita da un ictus, 6 ore  valgono o possono valere una vita intera. Per i medici che devono prenderla in carico valgono tutti gli sforzi di una vita.

E per Manuela, 51 anni di Catanzaro, il tempo ben utilizzato, la perizia dei medici dell’ospedale Pugliese di Catanzaro e della stroke unit di Cosenza, e anche un minimo di fatalità molto vicina al miracolo, hanno fatto la differenza. Manuela perde conoscenza davanti al figlio, ha già avuto episodi di ictus, per questo Matteo sa cosa deve fare, avvisa subito i famigliari, chiama il 118 e dice che la madre ha un ictus in corso, sono loro a chiamare immediatamente l’equipe del dottor Nico Bosco, direttore dell’unità operativa di neurologia dell’ospedale Pugliese ed è lui, come da protocollo, ad avvisare la stroke unit di Cosenza che arriva in tempo e può iniziare subito la procedura che salverà la vita a Manuela.

Stroke unit 2

Perché 6 ore e mezza,  che possono diventare 8 o 4, a seconda della gravità della situazione, è il tempo da dedicare al paziente e non ad una burocrazia farraginosa per la quale ancora non è possibile, ad esempio, effettuare i prelievi sulle ambulanze perché i servizi sanitari sono espletati da due aziende diverse. Quel giorno, quando Manuela arriva in ospedale, la Tac è rimasta fuori uso tutto il giorno, ma proprio in quel momento riprende a funzionare.

Una temperatura troppo alta forse l’aveva mandata in blocco. Fatto sta che anche la benevola fatalità aiuta Manuela, che oggi è pronta a lasciare il reparto. L’ospedale Pugliese, è quasi pronto a rendersi indipendente e avere la sua stroke unit per creare una eccellenza di neurologia interventistica di secondo livello.

Il personale delle unità operative di Neurologia, diretta da Nico Bosco e di radiologia, diretta da Bernardo Bertucci, in questi due anni sono stati seguiti dai colleghi di Cosenza in una formazione che ha già raggiunto un livello alto e che consentirà di intervenire tempestivamente nei casi come quello di Manuela o anche in situazioni più difficili. L’angiografo di ultima generazione è già nelle dotazioni dell’azienda e i progressi sono notevoli.

Ecco perché oggi più che mai è importante valorizzare il territorio al fine di utilizzare tutto il tempo a disposizione per ridurre i rischi a carico del paziente. Manuela oggi è una donna provata, ma pronta a tornare ai suoi affetti. Ora conosce bene il valore del tempo , e sa come sei ore possono salvare la vita.