Il calvario della signora Marisa: ore e ore di attesa al Pronto Soccorso

Una vicenda non certo nuova e comune a tanti utenti: la carenza di personale, associata al periodo pandemico, non fa che accrescere i tempi d’attesa e l’esasperazione di chi si reca per ricevere assistenza

Il calvario della signora Marisa è cominciato ieri intorno alle 15 a casa sua. La donna, 64 anni, affetta da Sla, Parkinson e con gravi problemi respiratori, comincia ad accusare un forte dolore a petto e spalle. È tachicardica e i familiari contattano dapprima il medico curante e immediatamente dopo il 118. I paramedici arrivano e dopo averla visitata, decidono di portarla in ospedale: è certamente il cuore, bisogna intervenire subito.

Ma “subito”, a quanto pare, è un concetto relativo in questa storia. Marisa dopo circa mezz’ora arriva da Soveria Simeri al Pronto Soccorso dell’Ospedale Pugliese-Ciaccio di Catanzaro accompagnata dalla figlia Antonella Greco. È quest’ultima a raccontare tutto a Catanzaroinforma.it: “Quando siamo arrivate mia madre stava molto male ed era molto provata anche psicologicamente. Aveva necessità di recarsi ai servizi ma solo dopo aver insistito sono riuscita ad avere una sedia a rotelle e ad accompagnarla” dice. Intanto il 118 aspettava che gli venisse restituita la barella per poter tornare in sede.

“Abbiamo atteso dalle 16 circa alle 22, con mia madre, malata di Sla, seduta su una sedia a rotelle, senza avere assistenza, in mezzo a tanti altri pazienti. Dopo più di cinque ore, solo dopo aver minacciato di chiamare la polizia, mia madre è stata visitata e le è stata somministrata la terapia per una grave aritmia” racconta Antonella. Un vero e proprio incubo.

Incubo che non si è concluso a breve perché almeno fino alle 8 di questa mattina – quando Antonella ha contattato la nostra redazione – la povera Marisa era ancora al Pronto Soccorso. “Spero, tra l’altro – racconta Antonella – di non esserci beccati il Covid visto che, per quanto ho sentito, alcuni degenti erano infetti”.

Una vicenda, quella della signora Marisa, non certo nuova e comune a tanti altri utenti del pronto soccorso cittadino: la carenza di personale, associata al periodo pandemico, non fa che accrescere i tempi d’attesa e l’esasperazione di chi si reca per ricevere assistenza.