Secondo Pronto soccorso della Dulbecco entro il primo semestre 2027: Carbone rilancia il piano di sviluppo dell’azienda
Al workshop sulle tecnologie avanzate in cardiochirurgia promosso dal professor Pasquale Mastroroberto, la commissaria straordinaria indica le priorità dell'Aou: investimenti, integrazione tra assistenza, ricerca e formazione, crescita del Dipartimento cardiovascolare e nuovo accesso all'ospedale
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Simona CarboneIl secondo Pronto soccorso dell’Azienda ospedaliero-universitaria “Renato Dulbecco” potrebbe essere completato entro il primo semestre del 2027. Lo ha confermato la commissaria straordinaria Simona Carbone, intervenendo al workshop “Tecnologie avanzate in chirurgia cardiaca – Bioprotesi valvolari, accessi mini-invasivi e trans-catetere, mini-circolazione extracorporea”, promosso dal professor Pasquale Mastroroberto, responsabile scientifico dell’iniziativa, e ospitato al Campus universitario “Salvatore Venuta” dell’Università Magna Graecia.
«Stiamo lavorando in questa direzione – ha spiegato Carbone –. Il commissario per gli investimenti sta portando avanti le fasi progettuali. Il secondo Pronto soccorso rappresenta un intervento strategico perché completerà l’organizzazione degli accessi alla struttura e consentirà di rispondere in maniera più efficace alla crescente domanda di assistenza».
Nel suo intervento la commissaria ha collocato il workshop all’interno del percorso di crescita avviato dall’Azienda insieme all’Università Magna Graecia, fondato sull’integrazione tra assistenza, formazione universitaria e ricerca. «È una scommessa che portiamo avanti da due anni e mezzo – ha sottolineato – con l’obiettivo di fare della Dulbecco un punto di riferimento non solo per l’area centrale della Calabria, ma progressivamente anche a livello regionale e sovraregionale».
Particolare attenzione è stata dedicata al Dipartimento cardiovascolare, individuato come uno degli assi strategici dello sviluppo aziendale. «Stiamo investendo sul capitale umano, sull’innovazione e sulle nuove tecnologie – ha spiegato – perché sono questi gli strumenti che consentono di migliorare la qualità dell’assistenza e di recuperare quella mobilità sanitaria che ancora oggi porta molti pazienti a curarsi fuori regione».
Carbone ha ricordato che nel corso dell’ultimo anno l’attività dell’area cardiovascolare è cresciuta di oltre il 10%, risultato ottenuto grazie all’integrazione delle diverse professionalità e alla creazione di un modello dipartimentale fondato sul lavoro multidisciplinare. «È stato possibile unificando le attività interventistiche e quelle programmate all’interno di un’unica organizzazione, condividendo obiettivi, percorsi e responsabilità».
La commissaria ha quindi illustrato il modello organizzativo adottato dall’Aou Dulbecco, basato sulle integrazioni funzionali tra le unità operative. «Abbiamo costruito dipartimenti realmente integrati nei quali le diverse strutture lavorano come una squadra. È questo il modello sul quale continueremo a investire».
Infine, uno sguardo alle prossime sfide. «Abbiamo messo in sicurezza l’assetto organizzativo dell’azienda – ha concluso –. Adesso dobbiamo riempire quella struttura di contenuti, consolidando ricerca, innovazione, assistenza e formazione, per rendere la Dulbecco sempre più attrattiva e competitiva».





