Buona Scuola: nasce ‘Comitato spontaneo degli insegnanti deportati Itaca’

 Deroga al blocco triennale mobilità, Deroga al Sostegno, Istituzione del tempo prolungato, Ripristino dei posti di potenziamento quantomeno nella consistenza dello scorso anno ed eventuale aumento degli stessi.

Più informazioni su


    “Si è costituito a Catanzaro – senza scopo di lucro ed esclusivamente per spirito di servizio – di un “Comitato spontaneo degli insegnanti deportati Itaca” nelle regioni del centro-nord a seguito della mobilità forzosa seguita al piano assunzione della L.107/15, sempre più cosiddetto della “Buona Scuola”. Solo alcuni politici impegnati negli Enti locali stanno interessandosi alla problematica, e tale sensibilità non può che far piacere al nostro comitato. Amore di verità e di correttezza, però, vuole che sia chiaro quanto appresso: Ingranaggi poco o per nulla in sintonia con lo spirito originario della 107 hanno fatto sì che migliaia di insegnanti di ogni ordine e grado, che sì avevano sottoscritto il piano assunzionale che prevedeva la mobilità nazionale, si siano trovati in pochi giorni a essere trasferiti anche a causa di un algoritmo che già vari Giudici stanno disattendendo ritenendolo quantomeno errato ed in ogni caso dal sibillino funzionamento. Come i media hanno scritto questi insegnanti (per lo più appartenenti alla fase C del piano assunzione citato) hanno finito per essere deportati in altre regioni lontani dai loro affetti, dalla loro terra, con conseguenze talvolta devastanti pere le famiglie ed il contesto sociale di provenienza. Ciò comporta un indebolimento, come scritto saggiamente in questi giorni, anche al tessuto sociale ed alla già povera economia dato che gli stipendi degli insegnanti saranno spesi perlopiù laddove si è stati trasferiti, a meno di non andar a desinare alle mense dei poveri e dormire sotto i ponti. In Calabria rimarrà davvero poco da spendere, se non anche le famiglie dovranno effettuare rimesse economiche al congiunto trasferito al nord! È opportuno chiedersi di come può una persona, che nel giro di pochi giorni, ha perduto la serenità, a causa di un trasferimento, di dubbia legittimità, a centinaia di km da casa, con uno stipendio di 1.400 euro che non consente di condurre una vita decorosa (dato che comunque si tratta di persone tutte ultraquarantenni che quindi hanno già compiuto le scelte fondamentali della vita), lontano dalla famiglia e dagli affetti, trasmettere il suo sapere e la sua serenità ai propri alunni? Anche in questo caso peggiorando la qualità dell’offerta educativa che sta (o a questo punto sarebbe meglio dire starebbe) alla base della L.107/15. Ora, pur non discutendo, la bontà della legge sulla “buona scuola” che ha comunque dato la possibilità a tanti docenti, dopo anni di precariato di essere stabilizzati, avere un posto di lavoro, però, non è corrisposto al soddisfacimento di un diritto ed al raggiungimento di una meta, bensì, si è risolta in un prezzo davvero troppo alto da pagare in termini economici, di affetti e in ogni modo ledendo la dignità del lavoratore, chiamato per un anno scolastico a fungere da “potenziatore” nella provincia dove era inserito in GAE, e poi proiettandolo in uno a caso degli ambiti in cui è stato suddiviso il territorio nazionale, dato che inspiegabilmente persone con punteggio minore si sono ritrovate praticamente a casa ed altre con lustri di servizio sempre nella loro regione son finiti agli antipodi. Lavoratori, che oscure manovre governative tentano di mettere a tacere, zittendo la maggior parte degli organi di stampa, ma, soprattutto, cercando di mettere le categorie interessate le une contro le altre secondo il vecchio adagio del “divide et impera”: si cerca di fare intendere che il legittimo diritto degli insegnanti trasferiti forzatamente ed illegittimamente, leda quello, altrettanto meritevole di attenzione, di coloro i quali sono rimasti nelle GAE (graduatorie ad esaurimento), tacendo, però, a questi ultimi il fatto che mai saranno né chiamati a far supplenze a causa dell’affaire “36 mesi” che obbligherebbe il governo a stabilizzarli, e, probabilmente che non saranno mai assunti. Tale comportamento è di gravità inaudita, poiché innesca una guerra fra poveri dove chi ha da guadagnare è solo il Governo che così crede di poter “mettere una toppa” sugli errori madornali della mobilità 2016/17. A queste responsabilità si aggiunge una scellerata gestione degli organici da parte degli istituti scolastici, degli USP e dell’USR Calabria che non hanno in alcun modo attivato dei “correttivi” quali deroghe che consentissero l’utilizzazione o l’assegnazione dei richiedenti sul Sostegno come invece fatto in Sicilia, Puglia, Campania ed Abruzzo, (sempre atteso che non sarà possibile, per il citato motivo, “pescare” da GAE), la creazione di attività di tempo prolungato necessarie ed utilissime (eppure alti funzionari del MIUR Calabria dovrebbero riconoscere tale valenza educativa dal momento che la loro carriera è iniziata proprio nei doposcuola all’epoca attivi) e, non ultimo, e in sintonia con lo spirito della L. 107/15 la reiterazione dei posti di potenziamento (illuminante la nota dell’USP di Rovigo in tal senso) che sono, in una regione interessata da un alto tasso di abbandono scolastico, da un altissima percentuale di infiltrazioni criminali, la necessità di incremento delle materie artistiche che sono necessari per in un tessuto sociale bisognoso, in ogni caso di un riscatto che necessariamente deve passare dalle scuole e da insegnamenti che integrino quelli curriculari, in materia di inclusione, legalità e presa di coscienza delle proprie capacità in ambiti tecnici ed artistici. Tali competenze, il legislatore le ha previste proprio quando ha elaborato il concetto di potenziamento e lo ha fatto per cercare di eliminare il “divide”, nel senso anglosassone del termine, tra il Nord ed il Sud. Al momento di attuarlo i posti di potenziamento sono stati assorbiti dagli esuberi, gli organici di fatto ancora ad oggi non sono chiari e non sono stati resi noti nella loro consistenza. La soluzione passa quindi per l’impegno della Regione e del USR Calabria per porre rimedio nell’immediato mediante: Deroga al blocco triennale mobilità, Deroga al Sostegno, Istituzione del tempo prolungato, Ripristino dei posti di potenziamento quantomeno nella consistenza dello scorso anno ed eventuale aumento degli stessi. Di qui nasce l’impegno del comitato, che sarà sempre presente ed aperto ad ogni collaborazione ed adesione, pronto ad ogni iniziativa, trattativa, soluzione, da qualsiasi parte essa provenga che possa da un lato ridare serenità alle famiglie e dall’altro ridare linfa alla scuola calabrese e tramite essa, alla Società Calabrese”.

    “Comitato spontaneo degli insegnanti deportati Itaca”

    Più informazioni su