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No fake news:è calato il sipario sul progetto,’Io non ci casco’(VIDEO)

All'Istituto Scalfaro momento conclusivo dell'iniziativa dell'associazione Primafila, finanziata dal Corecom Calabria,  rivolta agli studenti 


L’invito è stato condiviso da tutti i relatori presenti: per non essere vittima delle fake news è necessario “accendere” il cervello, ponendosi in un atteggiamento critico di fronte a ciò che si legge o a ciò che ci viene raccontato. La conclusione del progetto “Io non ci casco – Come riconoscere una fake news”, ideato dall’Associazione “Prima Fila” e finanziato dal Corecom Calabria, ha visto la presenza di circa 200 studenti nella sala “Il cenacolo” dell’Istituto “Ercolino Scalfaro” del capoluogo di regione, in rappresentanza di dieci scuole secondarie di secondo grado della provincia di Catanzaro. Un incontro che ha cercato di analizzare il problema della diffusione delle “bufale”, approfondendo i temi trattati nel corso degli appuntamenti che dal mese di febbraio si sono tenuti nelle diverse scuole. Dopo i saluti del dirigente scolastico dello “Scalfaro”, Vito Sanzo, che ha sottolineato l’importanza di progetti come questo per responsabilizzare le nuove generazioni su una comunicazione corretta, è toccato al professore Antonio Cerasa, neuroscenziato dell’Università “Magna Graecia” di Catanzaro spiegare perché il nostro cervello tende a condividere notizie false senza prestare troppa attenzione alla veridicità dell’informazione.

“Cerchiamo consenso, vogliamo un “mi piace” che può arrivare più facilmente se condividiamo una bufala che, quasi sempre, ha un carattere di originalità, oppure indigna o commuove”. Cerasa ha dialogato con i ragazzi, stimolandoli a non essere soggetti passivi nel processo comunicativo. Il presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Calabria, Giuseppe Soluri, ha voluto sottolineare la specificità della fake news: “Il giornalista può sbagliare, l’importante è che non diffonda notizie false con la consapevolezza di farlo e, magari, con l’idea di trarre un profitto”. E poi una riflessione e, insieme, un suggerimento: “Se sofferenti di una qualsiasi patologia, vi fareste curare da un medico o da uno sciamano? Nel campo dell’informazione vale la stessa logica: le notizie le leggo su quei mezzi che vengono curati da professionisti del settore, gente che si è formata per diventare giornalista”. Sulla stessa lunghezza d’onda Ezio De Domenico, responsabile dell’Ansa Calabria, il quale ha portato un esempio pratico di come i giornalisti possano essere ingannati anche da fonti che in altre circostanze si sono rivelate affidabili. “Ma per fortuna non è la regola – ha detto – mentre è sempre più diffuso il fenomeno delle fake news sui social. Proprio voi ragazzi, che ne siete i maggiori utenti, dovete avere la maturità e la consapevolezza di saperli utilizzare con l’attenzione necessaria”.

Il commissario tecnico del Compartimento della Polizia Postale e delle Comunicazioni della Calabria, Guido Morabito, ha illustrato agli studenti alcuni comportamenti necessari da adottare, navigando su Internet, per evitare di essere vittime di “bufale”. Dal canto suo, il sovrintendente capo e responsabile dell’attività forense della Polizia Postale di Catanzaro, Luciano Roberto, si è maggiormente soffermato sui rischi del cyberbullismo, ricordando ai ragazzi che le relazioni reali sono più importanti e certamente meno pericolose di quelle virtuali. Moderato dal giornalista Davide Lamanna che ha curato i contenuti del progetto assieme ai colleghi Antonio Capria, Domenico Iozzo, Laura Cimino e Antonio Moniaci, i quali hanno prodotto delle videolezioni tematiche sulle fake news, l’incontro si è concluso con l’intervento del segretario del Corecom Calabria, Frank Santacroce, che ha portato i saluti del presidente Giuseppe Rotta.

“Siamo molto soddisfatti di questo progetto perché i giornalisti individuati dall’Associazione Prima Fila sono riusciti a centrare l’obiettivo di rendere più consapevoli i ragazzi su questo fenomeno che assume risvolti sempre più preoccupanti. I giovani, ma non solo loro, devono comprendere che il web è una risorsa non un pericolo. Ma questa consapevolezza – ha concluso – la si può ottenere soltanto attraverso un percorso formativo che spesso non è possibile realizzare nelle normale ore curriculari”. Alla platea è stato presentato anche lo sportello “scopribufale.it”, ideato nell’ambito del progetto, che troverà spazio sul sito del Corecom Calabria: uno “sportello” al quale segnalare notizie di dubbia veridicità che saranno verificate da un team di esperti. A tutte le scuole partecipanti (ITE “Grimaldi-Pacioli”, Liceo Scientifico “L. Siciliani”, Liceo Classico e Liceo Artistico “Fiorentino”, IIS “Petrucci-Ferraris-Maresca”, IIS “Fermi”, IIS “G. De Nobili”, ITTS “Scalfaro”, Itas “Chimirri”, Liceo Classico “Galluppi”) è stato consegnato “Il decalogo della comunicazione non ostile”: dieci punti di cui far tesoro per un uso corretto dei social network nel rispetto di ogni utente.