All’Itas Chimirri incontro con il magistrato Marisa Manzini

In un intervento intenso e coinvolgente, il magistrato ha ripercorso i momenti più importanti della propria lotta alla ‘ndrangheta

Un pubblico attento di giovanissimi ha partecipato all’incontro con Marisa Manzini, Procuratore della Repubblica Aggiunto di Cosenza, tenutosi presso l’Itas Chimirri nell’ambito del Gutenberg d’Autunno. E’ stato infatti presentato il libro “Fai silenzio ca parrasti assai. Il potere delle parole contro la ‘ndrangheta”, minuziosa ricostruzione di drammatiche storie di ‘ndrangheta, di omertà e di redenzione raccontate da un magistrato del Nord, calabrese di adozione, da sempre impegnato in prima linea contro la criminalità organizzata.
Durante il dibattito Rossella Mulè, Daniela Pietragalla e Giuseppe Iozzo hanno illustrato di fronte agli studenti dell’Itas e del Liceo Classico Galluppi le diverse “anime” che caratterizzano il testo: puntuale cronaca giudiziaria, avvincente racconto di vite tragicamente spezzate dalle dinamiche criminali del territorio, e lucida analisi del fenomeno mafioso quale elemento profondamente radicato nella società calabrese. Il libro inizia e si conclude nel segno della parola come unico strumento di possibile riscatto per una terra meravigliosa e insieme oscura. E, in effetti, già nel titolo – una minaccia realmente ricevuta nel corso di un processo –  come pure nell’epigrafe, la frase di Peppino Impastato “la mafia uccide, il silenzio pure”, la forza salvifica della parola si rivela  quale elemento ricorrente e cruciale della narrazione.
In un intervento intenso e coinvolgente, il magistrato ha ripercorso i momenti più importanti della propria lotta alla ‘ndrangheta ricordando, non senza commozione, le tante vittime incrociate lungo il cammino. Nel rispondere, poi, a tutte le numerose domande rivolte con entusiasmo dagli studenti, il Procuratore Manzini, che dall’uscita del libro ha partecipato a decine di incontri nelle scuole, ha più volte ribadito l’importanza, soprattutto per le giovani generazioni, “di combattere quotidianamente la cultura dell’omertà e del silenzio su cui poggiano i disvalori dell’illegalità, del sopruso, della violenza che tante vittime hanno fatto in Calabria”.
Proprio per non dimenticare il costo umano della criminalità organizzata, il ricavato delle vendite del libro è stato devoluto  dall’autrice all’associazione Onlus  Fervicredo (Feriti e vittime della criminalità e del dovere).