Incontro sulla Legalità in collaborazione con l’associazione Libera all’Ic Manzoni Est

Il giornalista Bruno Palermo e i professori De Santis e  Bombara,   che si sono intrattenuti  con gli allievi della scuola secondaria di primo grado del plesso “Anile

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L’Istituto Comprensivo Catanzaro Nord Est “Manzoni”, ha ospitato il 21 febbraio, grazie alla collaborazione con l’associazione ”Libera”,  il giornalista Bruno Palermo e i professori De Santis e  Bombara,   che si sono intrattenuti  con gli allievi della scuola secondaria di primo grado del plesso “Anile” sui vari fenomeni mafiosi che mortificano la nostra realtà, ma soprattutto sulla possibilità di contrastarli attraverso l’impegno personale, la conoscenza, l’istruzione e l’esercizio di una cittadinanza attiva.

I rappresentanti di “Libera” hanno ricordato ai ragazzi l’importante appuntamento del 21 Marzo, Giornata della Memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti di mafia. Quest’anno la manifestazione nazionale si terrà a Palermo, ma le scuole potranno attivare diverse iniziative per sostenere gli ideali comuni.

Bruno Palermo ha interagito con i ragazzi proponendo una serie di stimoli e di riflessioni sul fenomeno mafioso che tanto grava sul passato e sul futuro della nostra regione.

Attraverso un’attività di brainstorming,  gli alunni sono stati condotti a penetrare nel senso profondo di alcune parole: mafia, pizzo, usura, onore, omertà.

Hanno potuto  riflettere sul valore dell’istruzione e della conoscenza, le armi più valide per costruire un futuro migliore e per agire nella società come persone responsabili e consapevoli. Per costruire quel futuro che tanti bambini, vittime innocenti di mafia, non hanno potuto vivere.

A questo proposito Bruno Palermo ha parlato del suo libro “Al posto sbagliato”. E’ un falso mito quello per cui la mafia rispetterebbe i bambini e le donne, ogni storia narrata nel volume demolisce questa falsità e ci porta a custodire la memoria delle vittime, per tramandarla e per costruire una coscienza civile collettiva basata sui valori di legalità e giustizia.

Bruno Palermo ha anche voluto spiegare il significato del titolo del suo libro, a questo proposito ha ricordato la storia di Domenico Gabriele, detto Dodò.

Dodò aveva 11 anni, era un appassionato di calcio. La sera del 25 giugno 2009  disputava una partita  di calcetto, in contrada Margherita, periferia di Crotone, non molto lontano dalla sua abitazione. In porta si trovava Gabriele Marrazzo, 35 anni, un emergente luogotenente della mala locale.

La partita volgeva al termine, Dodò inseguiva il pallone e suo padre Giovanni si era fermato a bordo campo.

A un tratto si sentono i colpi di un fucile: l’obiettivo dei killer è Gabriele Marrazzo, il quale, colpito al volto, muore all’istante. Per un tragico errore rimangono ferite altre 9 persone, fra cui Giovanni e Dodò. Il bambino cade a terra, gravissimo e, nonostante sia subito soccorso e portato in ospedale il 20 settembre 2009 il suo cuore smette di battere.

Di fronte a questa tragedia è doveroso comprendere che Dodò non si trovava al posto sbagliato e perciò vittima di una tragica fatalità, ma al posto sbagliato c’è la ‘ndrangheta che con la sua presenza ha inquinato la nostra vita.

Molti gli interventi dei ragazzi, consapevoli che lo sviluppo della Calabria può avvenire solo attraverso la sconfitta della criminalità organizzata e che ciò possa significare anche per loro la possibilità di scegliere di rimanere , di vivere e di lavorare  a casa propria.

 

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