“Treno della memoria”, studenti del Siciliani raccontano il loro viaggio al Marca

L'esperienza di 34 ragazzi catanzaresi sul pellegrinaggio laico ad Auschwitz-Birkenau

“E’ un viaggio che ci poteremo nel cuore per tutta la vita”. Simona Ielo frequenta la seconda liceo. E le brillano gli occhi quando racconta, con una passione e un coinvolgimento fuori dal comune per una ragazza della sua età, l’esperienza che con 34 suoi compagni del Liceo Scientifico “Siciliani” ha vissuto, passeggera del “Treno della memoria”.

Un “pellegrinaggio laico” ad Auschwitz-Birkenau, insieme ad altri 500 studenti provenienti da ogni parte d’Italia, grazie al quale ha potuto riflettere in modo più approfondito sulle atrocità dell’olocausto, “che ha un responsabile: l’indifferenza – racconta – così come la paura del diverso”.

A lei tocca presentare, al pubblico del Museo Marca fatto di alunni, genitori e docenti del prestigioso liceo cittadino, questo momento di riflessione su un’esperienza straordinaria, come l’ha definita la professoressa Raimonda Bruno che ha voluto, con forza, realizzare questo progetto, “perché c’è un’urgenza della memoria”, ha spiegato. “I testimoni diretti di quella drammatica pagina della nostra storia stanno scomparendo per motivi anagrafici – ha aggiunto – ed è per questo che abbiamo bisogno di ricordare. Non solo le vittime del nazismo ma di qualsiasi eccidio. Questo momento di condivisione – ha proseguito – nasce anche come invito all’amicizia, a volersi bene, a voler il bene dell’altro”.

Un concetto sublimato dalla lettura di “Agli Amici”, la poesia di Primo Levi che ha preceduto l’intervento di Giuseppe Politanò, l’esponente dell’Associazione “Treno della memoria” il quale ha spiegato il senso di questo progetto capace di coinvolgere, in 16 anni, oltre 50mila studenti. “Il nostro obiettivo è quello di costruire spazi di socialità nel presente e, soprattutto, di cancellare i pregiudizi, avviando un processo di autodeterminazione che riduca le distanze tra predicato (ciò che si dice) e praticato (ciò che si fa)”. La professoressa Milly Curcio ha illustrato come i ragazzi si sono preparati a questa esperienza.

Un percorso per nulla banale, “partito dallo studio di Antigone che si concluderà con la celebrazione della Giornata dei giusti”, il prossimo 6 marzo, ha spiegato tra l’altro la docente. Poi la drammatizzazione messa in scena dai ragazzi, con un parallelismo da far riflettere: da un lato Antigone, personaggio emancipato che si oppone con forza alle leggi arcaiche basate sull’onore; dall’altro Carola Rackete, la capitana della nave Sea Watch che ha forzato il blocco italiano portando in salvo 42 profughi.

Tra testimonianze e riflessioni dei ragazzi, spazio anche all’iconografia dell’orrore: la raccolta di alcuni scatti commentati dal professore di Storia dell’Arte, Biagio Cantisani che, assieme ai colleghi Bruno e Curcio, ha accompagnato gli allievi della IID e IIG in questo viaggio “che non è la solita visita di Auschwitz ma un’esperienza profonda in cui l’approccio storico è importante”. Video, fotografie e le canzoni proposte dall’orchestra e dal coro del “Siciliani” hanno arricchito un momento partecipato anche dai ragazzi dell’ITE “Calabretta” di Soverato che hanno condiviso questa esperienza con il loro professore Massimo Iiritano. “Un progetto che spero possa ripetersi – ha commentato la dirigente scolastica, Francesca Bianco – perché l’olocausto non è una vicenda storica che è nata in poco tempo e l’indifferenza che l’ha causato si può sconfiggere solo ricordando e riflettendo, così come diceva Primo Levi, insieme e ognuno nel chiuso delle proprie case”.
A fine serata tutti i ragazzi che sono saliti sul “Treno della memoria” hanno ricevuto un attestato di partecipazione. Il ricordo di un viaggio che non dimenticheranno mai.