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Cyberbullismo: prevenirlo è meglio. Incontro in streaming con la criminologa Ambrosio

Organizzato ieri in streaming dall'Istituto comprensivo “Giuseppe Bianco” di Sersale

Quando il bullismo si manifesta, è già troppo tardi: bisogna agire  prima, conoscendo in anticipo e in profondità  un  fenomeno subdolo  e dalle  deleterie conseguenze.

Sa come fare  prevenzione l’Istituto comprensivo “Giuseppe Bianco” di Sersale che, ieri, venerdì 29 maggio 2020, ha organizzato, in streaming, dalle ore 17,  un interessante incontro, di almeno due ore,  sul tema “Dipendenze dalla rete e cyberbullismo.”

Oratore: la criminologa Claudia Ambrosio. Uditorio: non meno di cento ascoltatori  tra discenti e docenti di Sersale e anche di Zagarise. Duplice l’intento:  non confondere il  reale con virtuale e sensibilizzare le nuove generazioni  a un uso corretto della rete.

Missione compiuta: è stata un’edificante lezione di vita che ha avvicinato tutti, anche se lontani, intorno a storie, come quelle degli hikikomori o come quelle delle vittime del cyberbullismo, che ti entrano nella pelle, raccontate con parole   che pesano come macigni.

La prolusione dell’incontro è stata della professoressa Maria Brutto, dirigente della comunità scolastica di Sersale, che  ha rammentato, come da indicazioni europee su competenze civiche e sociali,  il ruolo insostituibile della  scuola come “agenzia educativa”, indicando la rete internet  “come strumento foriero di opportunità illimitate e anche di rischi da non minimizzare.”

Sa come interagire con gli alunni la competente criminologa Claudia Ambrosio. Non solo non si è sottratta alle innumerevoli domande  degli  alunni della classe quinta della primaria e di tutta la secondaria di primo grado, ma ha utilizzato un eloquio chiaro e  capace di veicolare, con contagiosa passione, messaggi ed emozioni. Ha asserito: “La repressione da sola non basta per arginare bullismo e cyber bullismo. Serve una cultura della prevenzione, serve la scuola per conoscere il fenomeno e la sua pericolosità. La parola da stigmatizzare – ha precisato la stimata criminologa- è  abuso. Ci sono bambini e adolescenti che, confondendo virtuale con reale,  passano più tempo sul web che fuori casa: un abuso. Ci sono bambini e  adolescenti che feriscono i compagni con brutte parole che fanno male: abuso. Grazie agli incontri nelle scuole, possiamo dire alle vittime di bullismo che nessuno è solo, importante però è parlarne, non tenersi tutto dentro, sono ferite che non devono essere celate. Anche il bullo va  però aiutato a interagire in modo differente. Consiglio a bambini e ragazzi: non date tutto ai social, quello che si scrive o  si pubblica è come un pennarello indelebile. Non si cancella.” L’abitudine e l’indifferenza al male sono atteggiamenti amorali da condannare: la scuola di Sersale non gira la testa dall’altra parte.