Docente di Catanzaro a Rai scuola, Pisano: “Riconoscimento di professionalità e competenza”

Il consigliere comunale di Catanzaro con Abramo: "da anni è uno dei punti di riferimento della sede carceraria del Centro provinciale istruzione adulti (Cpia)"

Il capogruppo di Catanzaro con Abramo, Giuseppe Pisano, si è congratulato con Roberta Giuditta, la docente catanzarese che terrà una video lezione per il programma “La scuola in tv – istruzione degli adulti” su Rai Scuola.

“È il riconoscimento della professionalità e delle competenze di un’insegnante seria e preparata – ha detto Pisano -, che da anni è uno dei punti di riferimento della sede carceraria del Centro provinciale istruzione adulti (Cpia) di Catanzaro. La funzione sociale ed educativa che Giuditta svolge in uno dei più importanti istituti penitenziari del meridione è l’aspetto fondamentale di un lavoro cui si è dedicata con estrema passione e che le ha consentito di raggiungere notevoli risultati. Il fatto che la Rai l’abbia inserita nella sua programmazione specializzata è la conferma della qualità del suo insegnamento e la dimostrazione che Catanzaro ha una classe insegnante apprezzata e riconosciuta ad ogni livello. Il Cpia, attualmente situato nel quartiere Gagliano e in diversi centri della provincia, è un presidio formativo essenziale e, per questo motivo, mi farò promotore di un’istanza mirata a individuarne una nuova sede nel capoluogo”.

“Realizzando corsi di formazione non solo negli Istituti penali per maggiorenni e minorenni  – ha aggiunto Pisano -, il Cpia di Catanzaro è Centro regionale di ricerca e sviluppo ed è capofila di tutta la rete. Si tratta di una scuola strategica e d’eccellenza che penso possa e debba costituire un punto di riferimento per l’intera Calabria. Spostare la sede al centro del capoluogo, qualora fosse possibile, permetterebbe allo stesso Cpia di rispondere meglio all’utenza che lo frequenta, formata soprattutto da gente di nazionalità straniera, che vive e lavora proprio all’interno del centro storico, ma farebbe sì che si potesse intervenire con più puntualità nei confronti delle fasce più svantaggiate della popolazione di nazionalità italiana, che purtroppo non mancano. Far crescere uno strumento di inclusione come il Cpia significa aumentare la capacità di intervento sociale ed educativa dello Stato senza lasciare indietro nessuno e permettere al territorio di crescere in termini occupazionali e per qualità e quantità dei servizi rivolti alla cittadinanza”.