CaraCatanzaro: “Abramo non si arrenda, Liceo Siciliani rimanga in centro”

Le rimostranze arrivate da varie componenti del mondo scolastico e non solo, lo hanno evidentemente convito a desistere dal progetto di mantenere la prestigiosa istituzione “entro le mura”

Sembra essersi arreso, quindi, il sindaco Abramo a riguardo della nuova sede del Liceo Scientifico Siciliani. Le rimostranze arrivate da varie componenti del mondo scolastico e non solo, lo hanno evidentemente convito a desistere dal progetto di mantenere la prestigiosa istituzione “entro le mura” e così la sua destinazione finale sarà una triste periferia. Il centro perde quindi un altro pezzo importantissimo della sua vitalità. Non riusciamo proprio a immaginare, infatti, piazza Matteotti e dintorni prive dell’allegro vociare degli studenti del Siciliani, sia in ingresso che in uscita dalle lezioni scolastiche. Finora ci eravamo espressi solo sui social a favore del mantenimento in centro del Liceo, certi che la scelta di riparare a un errore marchiano dell’allora amministrazione provinciale, alla fine sarebbe andata in porto. Ma così purtroppo evidentemente non è stato.

E allora- si legge in un comunicato di CaraCatanzaro –  esprimiamo pubblicamente il nostro disappunto. Ma facciamo un passo indietro. Michele Traversa è stato indiscutibilmente uno dei migliori amministratori della città degli ultimi 30 anni. Sia da assessore al turismo della regione Calabria (ricordiamo tutti il suo celebre slogan “Calabria, mediterraneo da scoprire”) che da presidente dell’Amministrazione Provinciale, nella cui veste ha tra l’altro ha fortemente voluto e “firmato” la realizzazione del meraviglioso Parco della Biodiversità Mediterranea. Davvero pochissimi i suoi errori da presidente della Provincia. Un paio riguardano proprio le istituzioni scolastiche: la scelta di spostare il Provveditorato agli Studi sul lungomare (luogo certamente deputato ad ospitare alberghi e strutture turistiche, non certo uffici pubblici) e, appunto, la “delocalizzazione” del liceo Siciliani. Poi la destinazione, ma di questo non siamo certi che sia avvenuta sotto la sua presidenza, del comando regionale della Guardia di Finanza addirittura in contrada Apostolello, in aperta campagna, lontana da ogni direttrice di trasporto pubblico e lontanissima dal centro.

L’iniziativa del sindaco Abramo, mirava proprio a riparare a questi errori, riportando la Guardia di Finanza in luogo quantomeno non troppo distante dalla sede attuale, e mantenendo il Liceo Siciliani in centro. Così come un paio di anni fa aveva espresso l’intenzione di riportare  il Provveditorato in piazza Le Pera, non senza scatenare anche in quella occasione sterili polemiche.

Non venga frainteso quanto stiamo dicendo: non è una difesa di Abramo o un attacco a nessuno. La nostra è semplicemente l’amara constatazione che questa città sta progressivamente perdendo la sua identità storica e culturale a favore di un decentramento assurdo e senza logica. Catanzaro sta diventando una enorme periferia dove tra colline assolate e senza servizi si costruisce un Campus universitario. Dove tra altre colline (ci riferiamo a quelle di Barone, Santa Maria, Giovino) si continuano ad edificare insignificanti agglomerati residenziali a “macchia di leopardo”, senza nemmeno la più elementare logica urbanistica. Si continua a sacrificare il fiore all’occhiello della città, che è il suo centro storico, pregno di storia e fascino, abbandonando i suoi immobili di pregio al degrado a favore del calcestruzzo e del cartongesso di periferia. Si continua a bruciare suolo, a edificare mostri di cemento armato, quando il mondo comincia ad andare in direzione contraria, e cioè al recupero dell’esistente e al consumo di suolo zero.

E allora diciamo a Sergio Abramo, sia in qualità di sindaco che di presidente della Provincia, di resistere. Di lottare ancora perché il mantenimento del liceo Siciliani in centro diventi un simbolo del ripensare la città. Un primo passo il cui seguito potrebbe essere quello di riportare il polo universitario umanistico e giuridico in centro mantenendo a Germaneto quello sanitario (non sottovaluti a questo proposito il nostro progetto che abbiamo recentemente sottoposto alla firma dei consiglieri comunali) e lavorando a una seria programmazione dello sviluppo complessivo della città, dalla presila al mare. Perché i problemi si affrontano non a piccoli pezzi, ma in maniera complessiva e a lunga scadenza.