Rotaract Catanzaro: “Se il Coronavirus ci ha indeboliti ora Università e cultura rendano più forti i territori”

L'intervento del club service sul ruolo delle Università Calabresi

Riceviamo e pubblichiamo la nota del Rotaract Club Catanzaro

Il Rotaract è una palestra di vita. Lo abbiamo sentito dire molte volte. Il Rotaract è formazione, perché  i giovani abbiano modo di mettersi in gioco, conoscere le difficoltà del proprio territorio, trovare soluzioni, segnare una strada da percorrere. Il Rotaract è crescita e sviluppo del tessuto sociale della propria città.

È per questo motivo che il Rotaract Club Catanzaro sente il dovere di mettere sotto i riflettori questo particolare periodo storico. Negativo,certamente, sotto tanti aspetti. Ma che può riservarci delle opportunità, se sapremo viverlo appieno e non subirlo passivamente, come spesso siamo stati abituati al Sud. Un Sud cui troppe volte è stata negata la speranza,e nei confronti del quale noi possiamo fare ben poco da soli,ma tanto.. insieme.

Insieme ai suoi giovani. Insieme a chi crede ancora in loro,nella possibilità di garantire loro un futuro..nella loro terra. Insieme a chi non ha mai negato l’accoglienza (o un caffè,un sorriso a chi scappa o soffre,e siamo certi questi siano la maggioranza) ,ma crede anzitutto nella Bellezza di poter realizzare i propri sogni senza andare via per sempre.

Noi oggi sentiamo la necessità di essere rappresentati ed ascoltati. L’Università e la Ricerca sono il futuro di questo Paese e di chi ha fatto sacrifici per assicurarsi una vita onesta e sapiente. Sono la possibilità di riscatto sociale per chi augura un futuro migliore a chi verrà. O per chi  semplicemente crede ancora nel potere della Conoscenza. Una visione evidentemente non condivisa da tutti,a giudicare dalla marginalità riservata a questa tematica, occupati a discutere di altro.

Qualcosa dai giornali però è emersa. Sarebbe difficilissimo riportare gli innumerevoli dati. Non siamo qui per far politica o giornalismo. Abbiamo però l’obbligo di guardare la realtà e farci delle domande. Sperando di non esser soli.

Abbiamo scoperto che esiste un altrimenti. È possibile immaginarci nelle nostre case,popolare le vie della nostra città. E ci siamo accorti anche che in fondo,non è così male.

 E che forse qualche volta, ci dimentichiamo di quel che siamo,ce ne vergogniamo,cambiamo..gli amici non ci riconoscono più,la nonna neanche e si chiede perché non mangiamo..partiamo,per poi accorgersi che a spingerci è la disperazione per trovare un lavoro . O più semplicemente la rassegnazione che qui non possa cambiare mai nulla.

Succede l’incredibile: la pandemia da Coronavirus ci ha messo a nudo.

 Abbiamo scoperto quanto essenziali e determinanti possano essere le nostre azioni e le nostre scelte. E per capirlo,basta rovesciare la medaglia. Il Nord piange l’enorme perdita economica data dall’assenza dei meridionali fuorisede. Gli appartamenti sono sfitti, i ristoratori non vedono più fermarsi per la pausa pranzo quei simpatici calabresi in stage presso l’azienda sulla strada affianco. I treni sono vuoti,gli aerei anche. Un enorme piramide fondata sulla nostra disperazione, sulla nostra rassegnazione,crolla ai nostri piedi. Alla cima di quella piramide c’è ciò che ci hanno insegnato a desiderare ed inseguire..alla base ci siamo noi.

E seppur non piaccia a tutti restare qui,seppur qualcuno preferirà tornare a vivere altrove,siamo andati a sbattere contro un’altra triste realtà: siamo diventati ancora più poveri. Il nostro tessuto sociale è ancora più debole. Molti non potranno tornare dov’erano prima. Molti,rimasti qui a studiare,avranno difficoltà enormi a proseguire. Ci teniamo a precisarlo,siamo orgogliosi di chi ha il coraggio di lasciare la propria terra per inseguire i suoi sogni e raggiungere obiettivi. Sentiamo il dovere però,di spendere due parole per chi non potrà continuare la sua strada perché impossibilitato economicamente.

La pandemia da Coronavirus ha aperto una crisi -umanitaria,sociale,economica,politica-,ma ogni crisi è occasione per rinnovarsi. E allora perché non coglierla? Quali altri occasioni avremo se non oggi?

L’Italia è unità nelle identità plurali e molteplici. Un sogno incompiuto. Facciamo che si realizzi. E lasciamo ad altri quanto detto e non fatto: è il momento che il Governo centrale, le Regioni del Sud, le sue Università, attuino un serio programma di investimenti mirati ad incentivare la crescita delle nostre realtà ed a potenziarne la loro offerta formativa, agevolando le iscrizioni nei nostri territori e ponendo in essere una importante attenzione nei confronti delle spese-extra che le famiglie calabresi devono sostenere per mantenere i loro figli.

E ancora: avvertire che le Università calabresi siano in sintonia con il territorio regionale, che ne seguono le vicende e le interpretino, che partecipino con pensiero critico e  attuino competenze sul territorio e nei confronti della politica regionale. Università  che facciano opinioni e scelte  , indichino magari percorsi di legalità e di buona amministrazione, guardino agli interessi generali della Calabria, alla tutela dei Beni Comuni ed alla dignità dell’uomo, ad uno sviluppo armonico e sostenibile; alla valorizzazione dei giovani, delle loro idee;perché non si spopoli ancora la Calabria ed il Sud da cui potrebbe ripartire un futuro diverso, con più benessere, verità e giustizia.

Cominciamo da qui, per quanti non potranno permettersi di andare fuori,e per chi si aspetta uno sforzo affinché la nostra realtà diventi più attraente.

Facciamo senza paura,quindi, un respiro più ampio: è il momento di rinnovare un “pensiero meridiano”,di proporre anziché ricevere. Di sentire la voce del Sud -il cui destino non può essere quello di scomparire e diventare Nord-,piuttosto che farsela raccontare. È il momento di rivendicare una “misura critica” nei confronti di un mondo che ha costruito sull’ossessione del profitto e della velocità i suoi parametri essenziali. Rinnovarsi si,rinnegarci no.

Tornare a pensare greco: riscoprire i nostri centri storici ed essere all’altezza della nostra storia. Premeditare gli spazi urbani,non lasciare nulla al caso. Ricercare la Misura,l’Ordine.

Greci d’Occidente e Moderni: ripensare quindi la mobilità,comprenderne i disagi,avere accortezza e rispetto dell’ambiente e della Natura che tanto è stata generosa in Calabria. Tutelare il paesaggio, riscoprire la Bellezza. Saper fare un passo indietro quando necessario. Avere il coraggio di farne due in avanti per i nostri figli.

Non sappiamo quanto ancora avremo a che fare con questa Pandemia. Sappiamo quanto tempo abbiamo già visto trascorrere,colti di sorpresa ed indifesi. Ma torniamo a noi, rotaractiani, universitari alcuni,già lavoratori altri.

Un nuovo anno accademico sta per iniziare nel pieno delle incertezze. La tanto desiderata normalità stenta a tornare. Ed allora,Istituzioni,Regioni,Università…viviamo appieno questa anormalità: investiamo al Sud.