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Vanity Fair raccoglie le testimonianze di alcuni studenti, e pubblica anche quella di una giovane catanzarese

Annasole Maida racconta la delusione per la chiusura improvvisa delle scuole, ma anche le speranze e la voglia di ricominciare

“Ahimè sarò seduta da sola senza un compagno di banco”. Sembra essere questa la preoccupazione di tanti ragazzi che da domani fino al prossimo 24 settembre torneranno a scuola dopo mesi di chiusura.

E’ certamente questo il primo pensiero di Annasole Maida, studentessa catanzarese, che ha partecipato al contest della rivista Vanity Fair che ha raccolto le impressioni dei tanti ragazzi che aspettano il suono della campanella, quasi come un rito liberatorio. “La mia scuola ideale è quella che è rimasta sospesa da quel 5 marzo”, dice Annasole tredicenne iscritta all’Istituto Comprensivo Pascoli Aldisio diretto da Nuccia Folino, che ha affidato ad un piccolo articolo pubblicato dalla rivista, tutte le sue paure, ma anche le sue emozioni e le sue speranze. “Mi sento già di essere di fronte all’enorme portone marrone della mia scuola ed attendere il suono della campanella insieme a tutti i miei compagni e amici, che non potrà salutare con il solito bacio e abbraccio – continua il testo. Potrò solo guardare i loro occhi pieni di preoccupazione e di sofferenza per quello che è accaduto e per quello che spero non riaccada più”.

“Il 5 marzo – conclude la studentessa – ha cambiato la nostra storia di adolescenti spensierati … una storia con un finale ancora tutto da scrivere”.