Economie e Trasformazioni digitali, la scuola come incubatore di startup

L'I.T.E Grimaldi-Pacioli promotore di una iniziativa che ha coinvolto scuola, imprenditoria e politica

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Si sono incontrati sulla piattaforma dell’I.T.E Grimaldi-Pacioli, i soggetti protagonisti dell’innovativo percorso per le competenze trasversali e l’orientamento dal titolo “Economie e Trasformazioni digitali” che vede, per la prima volta in Italia, una scuola superiore diventare incubatore di 10 startup. Le startup dei ragazzi del Grimaldi-Pacioli, affiancati dagli studenti dell’Università La Sapienza e dalle imprese di Confindustria Giovani, si confronteranno in un contest finale e si sottoporranno all’esame di una giuria che valuterà tutte le proposte di business plan e assegnerà premi alle prime 3 classificate.

A fare gli onori di casa Grazia Parentela, dirigente scolastico, che ha sottolineato l’importanza della sinergia tra scuola, mondo accademico, imprese ed istituzioni per la crescita della cultura d’impresa indispensabile allo sviluppo economico del nostro territorio.

L’iniziativa, come ha sottolineato Gaetano Mancuso (referente dei P.C.T.O), vuole rappresentare un vaccino contro la rassegnazione economica dei ragazzi che dovranno riappropriarsi del ruolo di protagonisti del presente in una città assurta alla ribalta della cronaca con un’immagine distorta di luogo di incompetenza e da evitare anche a costo di rinunciare alla carriera.

Dopo la presentazione del progetto da parte dell’alunna Gaia Carè, Lucia Abiuso dell’USR Calabria, e l’Assessore all’Istruzione del Comune di Catanzaro,  Nuccia Carrozza, hanno evidenziato il valore innovativo del percorso che può fare la differenza nella formazione dei ragazzi.

Aldo Ferrara, presidente di Confindustria ha sottolineato la sinergia di intenti tra Grimaldi-Pacioli e l’associazione degli industriali nel costituire una barriera contro l’assistenzialismo, la fuga di cervelli e l’importanza della cultura d’impresa per rendere i ragazzi protagonisti dei mercati.

Il dibattito è stato animato da Antonio Viscomi, da  Stefano Crisci, dell’Università La Sapienza di Roma, da Antonia Abramo per Confindustria Giovani e da Rosaro Nisticò, innovation manager e COE di Teseo srl e dai numerosi interventi degli alunni delle classi quarte coinvolte nel percorso.

Narrare, cambiare e formare” le tre parole chiave, secondo il parlamentare catanzarese, per descrivere la realtà che ci circonda e tracciare una nuova rotta con una riformata organizzazione che deve essere preceduta da un nuovo modo di pensare. Spetta a scuola ed Università il compito di preparare il futuro e, secondo Viscomi, il progetto rientra a pieno titolo in un contesto nel quale gli istituti tecnici, come negli anni ’50, hanno un ruolo fondamentale ed imprescindibile per la crescita economica.

La decisione che ha spinto Crisci a contribuire alla realizzazione del progetto sta nell’attenzione posta allo sviluppo dell’intelligenza artificiale e della digitalizzazione a servizio della P.A. e delle imprese. Parere condiviso da Antonia Abramo che si augura che il percorso venga imitato ed esteso a tutto il territorio calabrese perché persegue la finalità di rendere la digitalizzazione come approccio culturale innovativo.

Nisticò ha parlato del progetto come espressione del Rinascimento digitale che consenta alla Calabria di mostrare un volto nuovo per esportare all’estero le idee dei neo imprenditori calabresi.

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