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Scuole aperte anche in estate? Perchè? foto

Il punto di vista di alunni e docenti delle scuole di Catanzaro sul possibile prolungamento del calendario scolastico

Scuole aperte in estate? Perchè mai? Le affermazioni del Ministro dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca Lucia Azzolina, circa il possibile prolungamento del calendario scolastico fino al 30 giugno, stanno echeggiando tra le comunità scolastiche del catanzarese. Alunni e docenti hanno evidenziato pro e contro di un possibile scenario e di una situazione che li vede schierati in modo compatto da una parte: non ci sono lezioni da recuperare, la scuola è stata fin dal primo momento pronta a far fronte ad una situazione nella quale non si era mai trovata prima, e tra mille difficoltà non si è mai posta in modo dubbioso, ha fatto e fatto subito.

Esami calendarizzati a fine giugno ecco il primo ostacolo al prolungamento delle lezioni

Ad emergere nel dibattito degli attori delle scuole superiori è subito la questione Esami di Stato con annessi e connessi. “La scuola dell’infanzia ha sempre chiuso le attività didattiche il 30 giugno, per la primaria l’allungamento secondo me ha senso, quest’anno. Attenzione però che la cosa non può andare bene per le scuole secondarie – ha chiosato il professore Nicola Chiriano del Liceo Scientifico Luigi Siciliani – Sia quelle di primo grado che quelle di secondo prevedono gli Esami di Stato, che sono calendarizzati da metà giugno. Per svolgerli occorre che gli scrutini finali siano conclusi in data utile. Ecco perché quest’anno si termina il 12 giugno. Concordo con il fatto che avendo gli impianti di climatizzazione efficaci io andrei volentieri a scuola anche ad agosto – ha aggiunto – Sì, lo vedo come un tentativo di recuperare non tanto i ‘programmi non svolti’ ma la ‘relazionalità non esercitata’.”

Vorremmo che già da ora si iniziasse a pensare allo svolgimento degli Esami di Stato in presenza, questa volta non dobbiamo essere impreparati, né possiamo pensare ad uno slittamento del calendario scolastico con possibili prove di maturità ad agosto

Sulla stessa lunghezza d’onda è la riflessione di Riccardo Montanaro alunno del Liceo Scientifico E. Fermi: “Grazie alla didattica a distanza non abbiamo perso un solo giorno di scuola, non abbiamo giorni da recuperare, la mia scuola ha fatto l’impossibile per garantire le lezioni in presenza e si è attivata subito con la DAD quando è stato il momento, fornendo anche tutti gli strumenti necessari a chi ne fosse sprovvisto. Vorremmo, invece, che già da ora si iniziasse a pensare allo svolgimento degli Esami di Stato in presenza, questa volta non dobbiamo essere impreparati, né possiamo pensare ad uno slittamento del calendario scolastico con le possibili prove di maturità ad agosto.”

Laboratori e alternanza scuola – lavoro: quali soluzioni?

Per docenti e discenti da non sottovalutare sono poi gli aspetti relativi alle attività laboratoriali e all’alternanza scuola – lavoro: “Abbiamo continuato a lavorare con impegno e dedizione anche a distanza – ha precisato il professore Luigi Trapasso dell’IIS Petrucci Ferraris Maresca – se proprio c’è qualcosa a cui occorre dare più spazio è l’attività laboratoriale necessaria per garantire ai nostri ragazzi specifiche competenze, proprio per questo motivo abbiamo già pensato di dare la precedenza a queste attività qualora riuscissimo a ritornare tra i banchi il prossimo 7 gennaio. E’ difficile fare previsioni, lo scenario è incerto ma la scuola deve essere pronta a fronteggiare ogni possibile situazione.”

Non si è mai rinunciato né a contenuti né ad obiettivi da dover recuperare, diversa la questione sull’interazione fra gli attori della classe

E la professoressa Alessandra Frijo dell’ITTS Ercolino Scalfaro ha proseguito: “Nel periodo di non sospensione delle attività in presenza, le attività laboratoriali, che rappresentano un aspetto fondamentale del nostro fare scuola, hanno continuato ad essere privilegiate grazie all’adozione di tutte le misure precauzionali e di sicurezza; anche i bisogni educativi speciali sono stati tenuti in grande considerazione, attraverso un rapporto sempre intenso docente-discente-famiglia e attraverso le tecnologie assistite che vengono utilizzate per supportare il dialogo formativo. Appare chiaro, quindi, che non si è mai rinunciato né a contenuti né ad obiettivi da dover recuperare, mentre certamente è stata diversa l’interazione fra i diversi attori della classe e il gap relazionale ed emotivo che è stato creato potrà essere colmato non con un ritorno fra i banchi d’estate, bensì con un ritorno graduale a una serenità e a una normalità che ci potrà anche far pensare al modo di tesaurizzare alcuni aspetti della didattica a distanza anche in seguito.”

Occorre trovare una soluzione per l’alternanza scuola – lavoro. Lo scorso anno non siamo riusciti a completare tutte le ore previste, ora dobbiamo recuperarle insieme a quelle dell’anno corrente. Sono 90 ore in tre anni, come verranno gestite?

E sulla questione alternanza scuola – lavoro pare che i provvedimenti da attuare per andare incontro alle necessità dei ragazzi e agli obiettivi da raggiungere sono urgenti e necessari: “Le lezioni nei mesi estivi non sono fattibili, così come non è possibile recuperare lezioni la domenica, come si fa ad essere d’accordo a tali proposte? – ha proseguito Alessio Borrello alunno del Liceo Classico Galluppi – Credo che invece si dovrebbe pensare a proposte concrete per l’alternanza scuola – lavoro. Lo scorso anno non siamo riusciti a completare tutte le ore previste, ora dobbiamo recuperarle insieme a quelle dell’anno corrente. Sono 90 ore in tre anni, come verranno gestite le tante ore residuali?”

Preparazione ai test universitari e dintorni

L’iscrizione all’università, che coinvolge gli alunni delle ultime classi, giustamente preoccupa Maria Chiara di Lorenzo alunna del Liceo Scientifico Siciliani: “Allungare il calendario scolastico vorrebbe dire affrontare una situazione anomala. Verrebbero meno i giorni a disposizione per prepararsi agli esami e di conseguenza si sottrarrebbe tempo anche alla preparazione ai test universitari, senza contare che verrebbe meno il tempo del meritato riposo estivo, dopo un periodo di studio particolare. Non nascondo che sono entusiasta all’idea di rientrare a scuola a gennaio – ha proseguito – Ci manca la didattica in presenza e tutto ciò che ruota intorno ad essa. A scuola ci sentiamo sicuri, non è il luogo il problema, più che altro servono soluzioni per diminuire la pressione sui trasporti.”

Istituti Comprensivi: parlare di recupero lede la professionalità dei docenti

La questione sollevata dal Ministro Azzolina è stata posta anche ai docenti degli Istituti Comprensivi che stanno attualmente affrontando l’anno scolastico con la didattica in presenza, registrando qualche interruzione a singhiozzo solo in particolari casi, ma comunque sempre fronteggiata con la DAD.

Perché alcuni alunni possono andare a scuola e altri no? Se la scuola è un posto sicuro lo è per tutti, non solo per alcune fasce d’età

“Abbiamo seguito tutte le direttive ministeriali e ci siamo dati dei regolamenti, non ci siamo mai fermati per garantire lezione in presenza e a distanza quando è stato necessario. Sentire parlare di recupero durante i mesi estivi lede la nostra professionalità – ha sottolineato Annarita Migale del Polo Didattico Galluppi – parlare di recupero vuol dire che non si è lavorato o se si è lavorato non lo si è  fatto bene e non è così. Piuttosto mi chiedo: perché alcuni alunni possono andare a scuola e altri no? Se la scuola è un posto sicuro lo è per tutti, non solo per alcune fasce d’età. Caldeggio il ritorno a scuola di tutti gli alunni, specie quello degli adolescenti a cui è stato tolto tutto.”

Ben vengano progetti, perché no anche durante la stagione estiva, ma non per sopperire ad un lavoro che non è stato svolto durante questi mesi, bensì per avviare nuovi percorsi e progetti di crescita sul territorio

E un pensiero analogo è quello di Elisa Chiriano dell’IC Mater Domini: “Mi dispiace sentir dire che la scuola deve recuperare ciò che non ha fatto perché questo non è vero. I nostri bambini e ragazzi sono stati messi al primo posto – ha spiegato la docente – abbiamo messo in campo tante energie, non ci siamo mai fermati e di questo ne stiamo raccogliendo i frutti. Da questa situazione i nostri alunni ne stanno uscendo arricchiti – ha proseguito – certo quest’esperienza li ha segnati ma nonostante tutto  hanno raggiunto obbiettivi che vanno ben oltre le nostre aspettative. Sono sempre stata favorevole alla scuola aperta 24 ore su 24 in collaborazione con le altre associazioni territoriali – ha concluso – quindi ben vengano progetti, perché no anche durante la stagione estiva, ma non per sopperire ad un lavoro che non è stato svolto durante questi mesi, bensì per avviare nuovi percorsi di crescita sul territorio.”