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Il turismo di prossimità all’Ite Grimaldi Pacioli di Catanzaro

Prosegue a ritmo serrato l’attività del percorso “Economie e Trasformazione digitali”

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Prosegue a ritmo serrato l’attività del percorso “Economie e Trasformazione digitali” all’I.T.E Grimaldi Pacioli, diretto dalla prof.ssa Grazia Parentela, e, soprattutto, si rafforza la sinergia tra la scuola e mondo accademico con il contributo del prof. Tullio Romita, docente di sociologia del Turismo presso l’Unical nonché responsabile scientifico del Centro Ricerche e studi del Turismo, e il prof. Giuseppe Sommario, docente dell’Università Cattolica nonché responsabile di AsSUD.
L’argomento di approfondimento per le idee innovative delle start-up del GrimaldiPacioli è quello del turismo di prossimità e del turismo delle radici, perfettamente consono ad un istituto scolastico che presenta l’indirizzo Turismo.

L’introduzione è stata affidata alla prof.ssa Annamaria Cardamone, docente dell’I.T.E Grimaldi-Pacioli, già Responsabile del Progetto PIT Serre nonché ex sindaco del Comune di Decollatura, la quale si è soffermata sulle potenzialità in termini di crescita economica del turismo di prossimità che, dopo il lookdown, sarà il primo settore a riprendersi da una crisi capace di provocare una perdita di circa l’80% all’economie locali. Bisogna puntare – ha auspicato la prof.ssa Cardamone- su una ripresa veloce che trasformi la paura dei lunghi spostamenti in opportunità di valorizzazione del territorio. Il prof. Romita si è soffermato sulla necessità che gli enti pubblici preposti svolgano quell’attività di programmazione del turismo di prossimità che consenta alla nostra regione di sfruttare il grande patrimonio artistico, storico, paesaggistico e gastronomico. Per il docente di sociologia del turismo, lo sviluppo del settore passa non solo con un’attività di marketing perché richiede l’acquisizione della consapevolezza del valore di tale patrimonio che solo la formazione può dare.

Ha, però, evidenziato che la sinergia tra università e pubblica amministrazione non si è ancora concretizzata tant’è che, purtroppo, da anni non vengono emessi i bandi per guida turistica così precludendo ai giovani laureati dell’Unical di trovare possibili sbocchi lavorativi.
Il prof. Giuseppe Sommario, dell’università Cattolica, è partito dalla sua esperienza di figlio di un emigrante che avvertiva, attraverso i racconti del padre, la nostalgia del borgo d’origine e ha, quindi, evidenziato che il turismo delle radici rappresenta un potenziale volano di sviluppo della nostra regione. Il bacino degli emigranti di seconda e terza generazione, in 150 anni, è di circa 7 milioni di calabresi che potrebbero essere intercettati in un viaggio emozionale di ritorno alla ricerca delle proprie origini.

Ha, poi, portato l’esperienza del Festival delle spartenze di Paludi, da lui organizzato, che registra successo per lo spirito che lo caratterizza, espresso – proprio- dal poliedrico significato di “spartire” che può essere inteso sia come “dividere” che, nel senso dialettale, come “condividere”. Il dott. Federico Smurra , quale presidente della proloco di Rossano-Corigliano, ha illustrato il ruolo dei volontari per lo sviluppo del turismo di prossimità; ruolo fondamentale per l’accoglienza del turista che deve poter interagire con la comunità ed ha presentato il video realizzato per la promozione del territorio.

Non è mancato lo spunto di riflessione dell’innovation manager, ing. Rosario Nisticò, che, partendo dalla mancanza di comunicazione da parte della classe politica della perdita delle risorse umane negli ultimi 40 anni, ha proposto un’attività di ricerca della trasformazione della Calabria dal punto di vista antropologico, sociale ed economico quale contributo per la programmazione dello sviluppo della regione. Come di conseuto, il confronto con i ragazzi del Grimaldi-Pacioli, moderato dal prof. Gaetano Mancuso, è stato vivace e stimolante e con piena soddisfazione degli accademici (presente anche il prof. Stefano Crisci della Sapienza di Roma) che hanno particolarmente apprezzato l’iniziativa della scuola catanzarese per l’intraprendenza del percorso per le competenze trasversali e l’orientamento e la capacità di creare “rete”.

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