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Scuola, i sindacati annunciano una mobilitazione se non saranno convocati da Spirlì

Flc Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda uniti per chiedere la revoca dell’ultima ordinanza regionale sulla scuola del presidente della Regione ed in vista di eventuali altre prescrizioni

Sono pronti alla mobilitazione i sindacati Flc Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda se la promessa di un incontro in presenza con il presidente facente funzioni della Regione Nino Spirlì non dovesse concretizzarsi. Le organizzazioni sindacali chiedono da tempo la revoca dell’ultima ordinanza sulla scuola con cui Spirlì raccomandava la presenza al 50per cento nelle classi e la dad al 100 per cento per le famiglie che ne facevano richiesta. Una ferma presa di posizione resa ancora più forte a seguito anche dell’incontro che ieri il presidente ha fatto con le associazioni delle famiglie in cui ha annunciato di voler inasprire l’ordinanza ed addirittura bloccare, per qualche settimana, la didattica in presenza, delle scuole di ogni ordine e grado.

«Vogliamo essere fiduciosi e credere nell’impegno preso dal presidente, ma se così non fosse, noi non possiamo lasciare i dirigenti e tutto il personale della Scuola nel caos che quest’ultima ordinanza ha generato e che aumenta di giorno in giorno, generando anche inutili contrapposizioni tra coloro che sono favorevoli o contrari alla didattica in presenza», ha detto Domenico Denaro, segretario regionale della Flc Cgil Calabria, nel corso di una conferenza stampa online che si è tenuta questo pomeriggio.

Piano trasporti e presidi sanitari

«Si è tanto parlato del piano trasporti – ha spiegato Denaro – ma si tratta solo di un aumento delle corse, non di un potenziamento del parco mezzi. La Regione non ha erogato fondi. Molti territori sono poco serviti ed a seguito dell’ordinanza, molti studenti hanno scelto di rimanere a casa. Ed è anche per questo che ora molti autobus giungono nelle scuole quasi vuoti».

«La Regione – ha aggiunto il segretario regionale della Flc Cgil Calabria – ha il compito di rimuovere gli ostacoli per consentire lo svolgersi delle attività necessarie come la scuola, così come stanno facendo in altre regioni in cui, nonostante le criticità sulle quali stanno intervenendo, si continua con la didattica in presenza. E questo vale anche per i presidi sanitari. La Regione deve dare alle scuole la possibilità di dotarsi degli strumenti e di personale in grado di poter gestire i percorsi di tracciamento, bisogna aggiornare i protocolli, stipulare accordi con le Asl ed avviare campagne di screening nelle scuole. La soluzione non può essere quella di rimanere a casa finchè tutto sarà finito».

Alla conferenza stampa online, moderata dalla giornalista Giovanna Bergantin, hanno partecipato anche Arcangelo Carbone segretario generale CISL Scuola Calabria; Paolo Pizzo segretario regionale Uil scuola Calabria; Aldo Romagnino segretario regionale Snals; Antonino Tindiglia segretario regionale FGU Gilda Unams; Raffaele Vitale, coordinatore Cisl scuola, Area V; Andrea Codispoti, coordinatore Uil Scuola, area V.

Ecco le ragioni dei sindacati

Le organizzazioni sindacali chiedono a Spirlì la revoca dell’ordinanza poiché, spiegano, “non aiuta le famiglie”: “Riconosce loro una facoltà, quella di far frequentare o meno le lezioni in presenza ai propri figli, ma sconvolge l’organizzazione didattica poiché assegna loro una decisione che rende ancora più precaria e indeterminata la frequenza scolastica ed il ruolo delle stesse Istituzioni scolastiche a cui la Costituzione riconosce autonomia organizzativa e didattica”. Inoltre l’ordinanza “toglie credibilità a quanto deliberato, nell’ambito dei disposti normativi nazionali vigenti, a quanto espresso nei rapporti dell’Istituto di sanità, nelle linee guida e nei numerosi protocolli emanati dalle autorità competenti, e anche dalle singole scuole, frutto di analisi e di studio durante tutto il periodo della pandemia. Gli organi di governo di ogni singola scuola, composti da dirigenti, genitori, alunni e docenti, in questo ultimo mese hanno sempre lavorato con grande senso di responsabilità e rispetto per il ruolo che la scuola è chiamata a svolgere, predisponendo, per la loro parte, le condizioni per un rientro in presenza e in sicurezza”. Infine le indicazioni di Spirlì tolgono “credibilità al lavoro fatto dai prefetti che congiuntamente all’amministrazione scolastica hanno incessantemente lavorato per trovare le soluzioni più idonee per non interrompere ulteriormente il servizio scolastico in presenza all’unanimità riconosciuto dagli esperti, dal personale della scuola, dagli alunni stessi il vero percorso da realizzare”.

I sindacati hanno unitariamente ribadito che la scuola, attraverso i suoi organi di governo, può individuare le soluzioni organizzative e didattiche più idonee per la sicurezza dell’utenza al suo interno, assolvendo al ruolo costituzionalmente riconosciuto. Dovranno essere gli enti territoriali, le prefetture e l’amministrazione scolastica, ognuno per la sua parte, a raccordarsi con la scuola dell’autonomia, fornendo trasporti, tracciamenti sanitari adattamenti edilizi o nuove strutture nonchè sollecitare la campagna di vaccinazione per il personale della scuola.

Durante l’incontro è stato ribadito con forza che, proprio perché non prescrittive, le raccomandazioni contenute nell’ordinanza regionale non possono in nessun modo limitare l’autonomia delle istituzioni scolastiche in linea con quanto previsto dall’art. 117 della Costituzione.