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Vaccini scuole, sindacati: “Chiusura per 15 giorni appare eccessiva”

Disponibili ad un ulteriore confronto con la Regione

Le forti sollecitazioni delle organizzazioni sindacali della Regione Calabria, in merito alla gestione dell’emergenza sanitaria nelle scuole, iniziano ad avere un primo importante riscontro. E’ di ieri infatti la comunicazione del presidente ff Dott. Spirlì che il personale della scuola (docente ed ata) sarà vaccinato in via prioritaria ed in tempi ristretti, in quanto è passato il principio, da noi fortemente sostenuto, di essere considerato tra quello ad alto rischio di contagio. E’ quanto si legge in un comunicato congiunto delle sigle sindacali Cgil, Cisl, Uil, Snals Confsal, Gilda Unams, Anp, Do.S.Conf. 

Si tratta di un primo riconoscimento, accolto con grande soddisfazione da parte dei sindacati regionali, di quanto più volte sollevato nei giorni passati ed è frutto di quel confronto richiesto con insistenza per condividere alcune scelte che interessano il comparto scuola.
Forte perplessità sono state invece espresse sulle modalità di svolgimento di questa complessa operazione. La volontà di chiudere le scuole, inizialmente già prevista nell’immediato, non è stata considerata operativamente fattibile, anche perché è stato consigliato un preventivo monitoraggio sul personale che intenderà sottoporsi a vaccinazione per definire nel miglior modo possibile il piano.
A tal fine si ritiene necessario che la regione, in tempi brevi, avanzi all’Ufficio Scolastico Regionale formale richiesta per l’avvio della rilevazione.

Pur riconoscendo un grande impegno da parte del personale sanitario per la somministrazione dei vaccini, a causa della complessità e dell’elevato numero dei soggetti interessati (circa 50.000 persone in Calabria), la chiusura preventiva e generalizzata di 15 giorni di tutte le scuole della regione appare ingiustificata e forse eccessiva, nonché non prevista da nessuna disposizione vigente. Se come chiaramente emerso sarà necessario uno sforzo particolare, le OO.SS. sono disponibili ad un confronto con Regione ed Amministrazione Scolastica per trovare, anche in forma immediata, soluzioni che possano limitare ricadute negative sull’intera comunità educante.