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Scuola: La confusione della didattica a distanza ed in presenza 

Il professore Salvatore Russetti: "Il rientro degli alunni deve essere affrontato in maniera globale coinvolgendo anche altre istituzioni, i trasporti, la logistica, gli aspetti sociali ed anche quelli economici ma mai nulla di questo è stato fatto''

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    Riceviamo e pubblichiamo a seguire l’intervento del professore Salvatore Russetti di Catanzaro

    “Si dice che i proverbi sono la saggezza del popolo. Niente è stato mai cosi azzeccato.

    Chi ha tempo non aspetti tempo: Questo proverbio mi fa riflettere su un problema che da mesi abbiamo irrisolto. Le modalità di rientro a scuola. Come è noto, a causa della pandemia, da mesi la scuola vive momenti di incertezza in relazione alla possibile ripresa delle lezioni in presenza e il definitivo rientro in sicurezza degli alunni in classe.

    Il governo, che non ha mai affrontato compiutamente tale problema, ha sempre trovato soluzioni tampone o misure correttive. Non ha approcciato il problema in senso generale e in maniera sistematica. Il rientro degli alunni a scuola in tale situazione deve essere affrontato in maniera globale coinvolgendo anche altre istituzioni, i trasporti, la logistica, gli aspetti sociali ed anche quelli economici.

    Nulla di tutto questo è avvenuto. Dal marzo del 2020 data di inizio lockdown quasi nulla è cambiato. Il governo si è solo preoccupato di fare proclami sulle possibili modalità di rientro nelle scuole degli alunni, di spendere del denaro pubblico per l’acquisto di inutili banchi con rotelle ma non una vera e propria programmazione che potesse consentire la ripresa delle lezioni in tutta sicurezza per gli alunni e per tutti gli operatori scolastici.

    Il problema è poi stato ‘riesumato’ in settembre al canonico inizio della scuola. Ma, come detto, la mancanza di progettualità e programmazione ha imposto una nuova chiusura delle scuole per non compromettere la salute di alunni ed operatori scolastici.

    Insomma il citato proverbio è stato tanto disatteso.

    La gattina frettolosa ha partorito i gattini ciechi: Ci si è ricordati della scuola solo al finire delle vacanze natalizie. Per cui subito a trovare dei rimedi, dei surrogati che potessero consentirne il rientro, senza però aver risolto i problemi correlati, trasporti, distanziamento, carenza ed inadeguatezza dei locali.

    La soluzione partorita in fretta ma, comunque, che esprime una buona volontà è stata la didattica in presenza al 50%. Tale ‘parto’ ha gettato le istituzioni scolastiche nel più assoluto sconforto.  Dirigenti, docenti ed il personale scolastico tutto si adoperati per poter attivare quanto disposto dal governo. Turni differenziati, ingressi scaglionati, orari stravolti. Il tutto per assicurare almeno il famoso 50%. Gli sforzi sono stati enormi e noi italiani, da sempre abili a gestire le emergenze, abbiamo riaperto la scuola.

    Prezzemolo in ogni minestra: In questo mondo molto mediatico coloro che hanno la possibilità, anche per un attimo e anche impropriamente, di occupare i social ne approfittano subito. Quale tematica in questo periodo se non la scuola consente subito di rubare la scena mediatica! E’ il caso della regione Calabria che dando in pasto una ordinanza con la quale si autorizzavano gli alunni a scegliere di frequentare la scuola in presenza o in dad ha praticamente vanificato lo sforzo di decine di dirigenti, docenti e personale scolastico che alacremente aveva cercato di dare normalità ad un settore che da mesi non ne ha più”.

     

     

     

     

     

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