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Atto aziendale Materdomini, ora Giuliano prova ad “inchiodare” l’Università alle proprie scelte e responsabilità

Nella nota del 3 maggio inviata al Rettore il Commissario scrive che ogni modifica sarà recepita nell'atto

Qualcosa è cambiato dallo scorso 25 aprile, data in cui sembrava che il Rettore Giovanbattista De Sarro volesse a tutti i costi la testa di Giuseppe Giuliano, commissario straordinario dell’azienda ospedaliera Materdomini, ed il 3 maggio, data in cui proprio Giuliano in una nota ufficiale inviata al Rettore, al Senato Accademico e al Commissario ad acta Longo, scrive : “Magnifico Rettore, si trasmette in allegato l’Atto aziendale per eventuale intesa. Ogni modifica che Ella riterrà opportuno effettuare verrà acquisita ed inserita all’interno dell’atto stesso”.

(IN BASSO UN PEZZO SULLO SCONTRO CHE SI ERA CONSUMATO NEI GIORNI SCORSI)

Ao Materdomini, sull’atto aziendale firmato da Giuliano si consuma la guerra tra universitari e ospedalieri. Il Rettore (ancora una volta) si mette di traverso

Dal Rettore sempre la stessa lamentela: l’Università non abbastanza coinvolta

Il Rettore aveva lamentato lo scarso coinvolgimento dell ‘Università nella redazione del piano aziendale, stessa lamentela che in estate aveva inviato all’indirizzo dell’ex commissario Zuccatelli.

Non ci sta infatti De Sarro a far passare l’idea che l’Università sia subordinata all’Azienda ospedaliera Mater Domini e che possa essere trattata come un dipartimento qualunque.

Posizione legittima per carità, se non fosse che pare che dietro tutto ciò ci siano gli appetiti di quelli che una volta venivano identificati come “baroni” che, con il piano di Giuseppe Giuliano, si sarebbero visti “impoverire” di un certo potere di controllo.

L’atto aziendale “terreno di scontro” anche in vista della successione alla guida dell’Università. Il ruolo delle elezioni studentesche

E se non fosse che la partita per la futura guida dell’Università e alla successione di De Sarro è già aperta. In campo per ora “gli under”, e cioè gli studenti che si preparano al rinnovo dei loro rappresentanti in seno all’Ateneo. Sbaglierebbe chi bollasse queste come semplici elezioni universitarie, perchè se così fosse, qualche professore, ovviamente messaggero di poteri più alti e forti, non avrebbe sentito il bisogno di perorare la causa della formazione di un listone, chiamando a raccolta molti degli studenti impegnati nelle elezioni. Ma tant’è. E’ questa l’aria che tira.

(IN BASSO LA DENUNCIA DI UNA DELLE ASSOCIAZIONI STUDENTESCHE SU PROBABILI ACCORDI TRASVERSALI)

Avere ragione e non reagire: democrazia in pericolo. Monito dell’associazione Artù

L’eventuale intesa e gli ampi margini lasciati a De Sarro. Le due facce della stessa medaglia

Tornando però alle carte e a ciò che dicono, la missiva inviata da Giuliano al Rettore, se da un lato parla di eventuale intesa, dall’altro lascia a De Sarro ampi margini per modificare quell’atto aziendale, che ad oggi dovrebbe essere così composto: sei dipartimenti assistenziali diretti da 6 primari (tutti universitari) a cui afferiscono 39 strutture complesse a direzione universitaria, 18 strutture semplici da assegnare  da assegnare agli ospedalieri e 10 strutture semplici dipartimentali di cui 9 agli universitari.

Epatologia uno dei pomi della discordia. Giuliano propende per una selezione pubblica

Ed è sull’una che manca che c’è il primo attrito da superare. Giuseppe Giuliano è convinto che per epatologia sia necessario fare una selezione pubblica, argomento che per altro è stato oggetto di un ricorso al Tar. L’ex commissario Zuccatelli invece la “assegnò” all’area sindacale di matrice, per così dire e per fare sintesi, lametina.

E’ chiaro che l’idea di Giuliano non solo appare corretta nei modi ma anche nella sostanza, ma su questo bisognerà capire cosa intende fare il Rettore.

Al punto che si potrebbe pensare che quelle due frasi contenute nella nota, che apparentemente sembrano in contraddizione, in realtà siano un modo come un altro che il Commissario ha utilizzato per “inchiodare” l’università alle proprie scelte e alle conseguenti responsabilità, posto che il decreto Calabria darebbe al Commissario Stesso ampia discrezionalità nell’agire pur senza intese con l’Ateneo.

Ed è tanto  vero ciò che la nomina di Giuliano è arrivata pur non essendo lui ricompreso nella graduatoria di selezione per la figura di direttore generale.

Ma nella grande famiglia del policlinico son si va più d’accordo su nulla

Ma la spaccatura nella grande famiglia del Policlinico, si è consumata anche ieri davanti alla triade commissariale dell’Asp, dove Mastroroberto, direttore di cardiochirurgia del Policlinico e delegato del Rettore in seno all’incontro, non ha avuto dubbi nell’affermare che l’Università potrebbe raddoppiare le prestazioni in costanza di un aumento del personale, mentre il commissario Giuseppe Giuliano ha rinviato ogni decisione alla volontà della Regione.

(IN BASSO LO “SCONTRO” TUTTO INTERNO AL POLICLINICO SUL POTENZIAMENTO DI CARDIOCHIRURGIA)

Asp pronta a presentare un piano alla Regione. Ma neanche su cardiochirurgia Policlinico e Università sono d’accordo