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I diritti dell’amore e il Ddl Zan

Gli studenti dell’Iis Guarasci-Calabretta di Soverato in dialogo con l’onorevole Alessandro Zan

Per l’ultima assemblea di istituto in programma per l’anno scolastico in corso, i ragazzi e le ragazze del Guarasci-Calabretta, insieme, hanno deciso di affrontare un tema di grande attualità, nei confronti del quale si avverte da parte loro l’esigenza di una informazione e di un approfondimento sereno, lontano dalle polemiche di parte.

Un tema assai delicato, dinanzi al quale però, come sempre, i giovani hanno dimostrato una consapevolezza e un’attenzione assai più adeguata e sensibile, rispetto ai tanti dibattiti urlati in Tv e sui social, laddove il pregiudizio di parte rende impraticabile qualsiasi tentativo di vero confronto.

Il primo a intervenire e a rispondere alle tante domande degli studenti collegati, è stato Carlo Tumino, attivista molto noto, che insieme al compagno Christian de Florio, da sempre lotta per “i diritti dell’amore”, in particolare su Instagram con la pagina “papaperscelta” seguita da più di centomila persone.

Nel raccontare la sua esperienza personale e di coppia, tanti sono stati i passaggi in cui ha voluto evidenziare l’importanza di questo disegno di legge, che andrebbe finalmente a tutelare chi come lui per troppo tempo ha dovuto subire offese e insulti, soprattutto sui social.

Alle 11,30, dal suo studio si è quindi collegato l’onorevole Alessandro Zan, esponente della comunità Lgbt, noto soprattutto per aver promosso ed ottenuto il primo registro anagrafico italiano delle coppie di fatto, aperto anche alle coppie omosessuali, e per essere il relatore del disegno di legge contro l’omofobia, la transfobia, la misoginia e l’abilismo chiamato Ddl Zan (approvato in prima lettura dalla Camera dei deputati il 4 novembre 2020).

L’onorevole, rispondendo alle domande incalzanti dei ragazzi, ha voluto chiarire la genesi della sua proposta, che deriva dall’estensione della legge Mancino già in vigore da alcuni anni.

Ha soprattutto precisato come nel disegno di legge non ci sia nulla a riguardo della maternità surrogata o “gravidanza per altri” di cui aveva raccontato Tumino, e come non sia in nessun modo limitato il diritto di ognuno alla propria opinione e al proprio dissenso.

Vi è una differenza sostanziale infatti, e qui è il punto essenziale, tra il non essere d’accordo con l’altro e offenderlo verbalmente per quelle che sono le sue scelte e i suoi orientamenti sessuali, così come avviene anche, come è stato notato infine dai ragazzi, per gli inaccettabili atti di bullismo nei confronti dei diversamente abili.