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L’area esterna dell’lstituto “Chimirri” sarà recuperata e valorizzata grazie al lavoro dei detenuti

È stata firmata questa mattina la convenzione tra la scuola e la Casa Circondariale “Ugo Caridi”, un progetto che partirà a settembre. Il dirigente scolastico Caroleo: «Vogliamo abbattere le barriere del pregiudizio»

Partirà con l’inizio del prossimo anno scolastico il progetto di inclusione sociale che l’Istituto Tecnico Tecnologico “B. Chimirri” e la Casa Circondariale di Catanzaro “Ugo Caridi” hanno inteso realizzare con un duplice obiettivo: abbattere le barriere del pregiudizio ed offrire ai detenuti un’occasione per reinserirsi nella società, lavorando gratuitamente per abbellire gli ampi spazi esterni e le aree verdi della scuola.

convenzione Chimirri - carcere

La convenzione è stata sottoscritta questa mattina dal dirigente scolastico Roberto Caroleo e dalla direttrice del carcere, Angela Paravati. L’accordo permetterà ad alcuni detenuti di svolgere attività di recupero e di valorizzazione degli ampi spazi esterni di pertinenza della scuola. Il protocollo d’intesa prevede, inoltre, che sarà la Casa circondariale a selezionare i detenuti coinvolti, anche sulla base delle loro specifiche abilità in rapporto ad una determinata attività, mentre la scuola provvederà ad organizzare la tempistica degli interventi e a supportare dal punto di vista logistico ed organizzativo i soggetti coinvolti. Avrà per il momento la durata di un anno, ma se il progetto otterrà i risultati previsti, potrà essere rinnovato per gli anni successivi. 

Diversi gli spazi presenti nell’area esterna dell’istituto “Chimirri” in cui lavoreranno i detenuti: un piccolo giardinetto posta nel retro della scuola, un campetto da calcio ed un’ampia area verde con gazebo, nei pressi dell’ingresso. 

Il progetto darà l’occasione alla Casa circondariale di realizzare concretamente, anche con questa nuova collaborazione, un sistema di detenzione che mira ad una rieducazione dei detenuti nella prospettiva di un loro reinserimento nella società «e consentirà, altresì, all’Istituto Tecnico Tecnologico “B. Chimirri” – ha detto Caroleo – di implementare ancora di più la sua consueta attitudine ad essere una scuola inclusiva e aperta alle esigenze del territorio».

«Voglia di riscatto e di dimostrare di essere ancora utili per la società»

«È molto bello che il carcere entri nella scuola – ha spiegato la Paravati – perché la scuola è il luogo educativo per eccellenza, così come deve essere il carcere, con mille difficoltà. Questa sinergia permetterà a detenuti che hanno già fatto un percorso di rieducazione particolare, di poter dimostrare la loro voglia di riscatto nei confronti di quel marchio fatto solo di negatività, la loro voglia di dimostrare di essere ancora utili alla società e queste sono occasioni importanti per loro per dimostrarlo e per farsi apprezzare».  

«C’è bisogno di una nuova inclusione, una nuova normalità»

«Crediamo sia importante – ha dichiarato Caroleo – aprirsi al territorio per avvicinarci a tutti quegli spaccati della società che hanno bisogno di una nuova inclusione, di una nuova normalità, come per i detenuti che quando usciranno dalle carceri, avranno bisogno di ricostruirsi una vita. L’inclusione è uno dei nostri punti di forza. Il nostro obiettivo è di far superare le barriere culturali che spesso colpiscono le persone più fragili. Nella nostra scuola sono presenti molti studenti diversamente abili e con situazioni particolari ed il nostro impegno ed i nostri sforzi hanno come fine ultimo quello di poter realizzare un progetto educativo che miri ad una costruzione significativa dell’identità personale e culturale di ogni individuo». 

Il dirigente Caroleo ha tenuto a ringraziare anche la referente all’inclusione dell’istituto, la docente Mirella La Russa; il dirigente del Cpia, il centro provinciale istruzione adulti, Giancarlo Caroleo e la docente Francesca Tedesco per il lavoro svolto nell’ambito operativo ed organizzativo.