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L’Associazione Artù chiede l’annullamento delle elezioni universitarie

Auspichiamo un autorevole intervento degli organi accademici per porre fine a questa operazione mal nata e mal riuscita, che ha già dimostrato tutti i sui limiti, anche sul piano della partecipazione

Era prevedibile finisse così. Il 19 e 20 maggio si sono tenute le elezioni per la nomina (usiamo le giuste definizioni) dei rappresentanti degli studenti negli organi dell’Università degli Studi “Magna Graecia” di Catanzaro. E’ quanto si legge in un comunicato stampa dell’associazione Artù.
Sul numero totale di elettori, pari a 11.176, hanno votato l’unica lista presentata soltanto 3.724 studenti, poco più del 30 per cento, e sono state registrate 626 schede bianche. Se si sommano questi ultimi dati con gli astenuti si raggiunge l’incredibile risultato che ben 7.452 studenti, quasi il 70 per cento degli aventi diritto, hanno deciso di non partecipare attivamente a queste elezioni farlocche.

Nonostante gli studenti siano stati coccolati, spinti, invitati a votare in modalità telematiche, “da qualsiasi luogo mediante un qualsivoglia dispositivo”, con apposita comunicazione trasmessa via mail a tutti loro, senza neanche scomodarsi per raggiungere la sede dell’ateneo, la partecipazione è stata veramente deprimente. E ciò deve provocare una seria riflessione per tutte le componenti del mondo universitario.
La Commissione Elettorale, forse paventando il temuto astensionismo, ha ritenuto (proprio così), con la prudenza del caso, che con qualsiasi numero di votanti la consultazione fosse valida, così interpretando ad hoc il regolamento elettorale e disattendendo l’art. 71, comma 10, del T.U. delle leggi sull’ordinamento degli Enti Locali che recita testualmente che ”ove sia stata ammessa e votata una sola lista , sono eletti tutti i candidati compresi nella lista ed il candidato sindaco collegato, purché essa abbia riportato un numero di voti validi non inferiore al 50 per cento dei votanti ed il numero dei votanti non sia stato inferiore al 50 per cento degli elettori iscritti nelle liste elettorali del comune. Qualora non si siano raggiunte tali percentuali, la elezione è nulla”.

Difatti anche se lo stesso decreto rettorale ed il regolamento elettorale richiamano chiaramente le citate disposizioni del T.U.E.L. precisando che “per quanto non espressamente previsto . . . si applicano, per quanto compatibili, le norme per l’elezione dei Consigli Comunali”, la Commissione ha ritenuto, senza aver sufficientemente argomentato la motivazione, che “ciascuna elezione è ritenuta valida indipendentemente dal numero dei votanti”. Ma, facilissima domanda, se il regolamento non prevede il caso in cui sia un’unica lista a partecipare alle elezioni, non è lapalissiano che si debba far riferimento al T.U.E.L. per dirimere la questione?

Se il regolamento avesse voluto disciplinare anche il caso in questione, avrebbe così chiarito “indipendentemente dal numero dei votanti e dalle liste presentate”.
Non è possibile- prosegue Artù– diremmo palesemente illegittimo, prima far riferimento al Testo Unico quando il regolamento non prevede casi specifici e poi, disinvoltamente, bypassare le disposizioni di legge quando l’inaspettato caso, non esplicitamente disciplinato, si manifesta.
Ora auspichiamo un autorevole intervento degli organi accademici per porre fine a questa operazione mal nata e mal riuscita, che ha già dimostrato tutti i sui limiti, anche sul piano della partecipazione, perché evidentemente la comunità studentesca è molto più attenta alle dinamiche universitarie di quel che si vuol far credere.
Si proceda convintamente ad annullare queste inutili elezioni e a convocare le nuove consultazioni in autunno, garantendo una maggiore trasparenza, favorendo un diverso clima e un maggior coinvolgimento per una nuova fase che possa realmente contribuire al rilancio del nostro Ateneo.