Quantcast

Il consiglio comunale dei ragazzi di Taverna ricorda Giovanni Falcone

Scuola e consiglio comunale dei giovani insieme per il ricordo

In occasione del 29° anniversario della strage di Capaci, il Consiglio Comunale  dei ragazzi di Taverna ha inteso coinvolgere gli studenti dell’Istituto Comprensivo in momenti di riflessione e di studio per ricordare l’esemplare  figura di Giovanni Falcone  e di tutte quelle persone che hanno lottato sacrificando la propria  vita per far trionfare la legalità, l’onestà, e il rispetto delle istituzioni. Nella lettera inviata ai docenti e agli studenti, il minisindaco Andrea Mirante e i suoi consiglieri  dichiarano che” questa riflessione deve partire da noi ragazzi che, quotidianamente, dobbiamo riscoprire il nostro importante ruolo  di “ sentinelle della legalità” per contribuire alla crescita civile, umana e culturale della società”.

Hanno accolto l’invito i  consigli Comunali dei Ragazzi  di  Pentone e  Magisano con i rispettivi minisindaci Francesca De Santis e Maria Alice Scumaci, che, insieme ai loro coetanei hanno realizzato significativi lavori quali video e riflessioni personali

I Consigli Comunali dell’Istituto Comprensivo di Taverna  hanno accolto, inoltre, l’invito della rete di Coloriamo il nostro futuro di condividere lo slogan dell’associazione Falcone

“ #dicosasiamoCapaci” attraverso il quale i ragazzi hanno lanciato il messaggio di cui le nuove generazioni sono “Capaci” nei confronti della legalità. Messaggio scritto su un lenzuolo bianco che i ragazzi hanno esposto nelle piazze del proprio paese per condividerlo con la popolazione.

La Dirigente Susanna Mustari ha lodato vivamente gli studenti tutti, sottolineando come sia compito della Scuola promuovere in tutte le attività formative, l’Educazione alla Legalità, unico comune denominatore e riferimento costante della vita di ognuno. Ha aggiunto che la celebrazione vuole essere un momento di riflessione, approfondimento e di incontro, di relazioni vive e di testimonianze. Un momento in cui dare spazio alla memoria e a tal proposito, ha ricordato quanto affermato dal Capo dello Stato Sergio Mattarella “La memoria è radice di una comunità. Fare memoria è condizione affinché la libertà conquistata continui a essere trasmessa e vissuta come bene indivisibile. Ecco perché ricordare le donne e gli uomini che le mafie hanno barbaramente strappato alla vita e all’affetto dei loro cari, leggerne i nomi, tutti i nomi, non costituisce soltanto un dovere civico. È di per sé un contributo significativo alla società libera dal giogo oppressivo delle mafie. È affermazione di principi di umanità incompatibili con i ricatti criminali. Infine, la fiducia nella legalità è la sola che sola può garantire il rispetto dei diritti, l’uguaglianza e la dignità tra le persone.