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Il Rettore restituisce l’atto emendato. Nessun cenno però al protocollo tra Università e Commissario ad acta

Sono circa 30 i punti che De Sarro chiede di rivedere o integrare. Ma pur citando il decreto 517/99 non si fissa una data per la firma dell'atto fondamentale che deve essere firmato tra lui ed il Prefetto Longo

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Dopo circa un mese di analisi, il Rettore Giovanbattista De Sarro, ha restituito al Commissario Giuseppe Giuliano l’atto aziendale con le sue osservazioni.

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Alcune di queste potrebbero apparire di poco conto, altre invece appaiono di sostanza. Almeno nella misura in cui si voglia cercare una sostanza vera in questa tira e molla, e su quella provare a fare un ragionamento che aiuti la sanità calabrese di cui Azienda Mater Domini e Università sono parte integrante.

A partire dal paragrafo “premessa” e, a fasi alterne, in tutti e 30  punti che il Rettore emenda, modifica ed integra,  si  fa un continuo riferimento al fatto che manchi, tra le fonti normative, l’indicazione del decreto legislativo 517 del dicembre 1999. Era lo stesso motivo che aveva indotto, sempre De Sarro, a dichiarare irricevibile l’atto aziendale firmato dal commissario Zuccatelli.

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Il decreto, la cui indicazione mancherebbe nell’atto aziendale, è quello che disciplina i rapporti tra servizio sanitario nazionale ed università.

Ed è anche il decreto legislativo che secondo comma dell’articolo 1 dichiara imprescindibile l’esistenza di un protocollo d’intesa. Tra Regioni ed Università.

Sempre nel decreto legislativo, all’articolo 3 comma 3 viene specificato che “L’atto aziendale è adottato dal direttore generale, d’intesa con il Rettore dell’università limitatamente ai dipartimenti e alle strutture di cui al comma 2

Il richiamato comma 2 specifica che nell’atto aziendale, sono altresì disciplinati, sulla base dei principi e dei criteri stabiliti nei protocolli d’intesa tra Regione ed Università, la costituzione, l’organizzazione ed in funzionamento dei dipartimenti ad attività integrata e sono individuate le strutture complesse che li compongono, indicando quelle a direzione universitaria”.

Ma questo protocollo di intesa, oggi, giugno 2021 chi deve farlo?

Non più la Regione con l’Università, ma l’ufficio del commissario ad Acta per la sanità e l’Università, come stabilito al punto 15 del Dca 142 del 10 dicembre 2020 che nomina il prefetto Longo e che in realtà non è poi così diverso dal decreto che aveva nominato il generale Cotticelli.

Testualmente si legge al punto 15, tra gli interventi prioritari “definizione e stipula del protocollo d’intesa con l’Università degli Studi “Magna Graecia” di Catanzaro in coerenza con la normativa vigente”.

Qualcuno potrebbe eccepire che un protocollo esiste già, ed è quello del 2004. Ma chi lo facesse, dimenticherebbe che il periodo storico era diverso e che allora esisteva un terzo soggetto tra Università e Regione, ed era la Fondazione Campanella.

Quindi, se pur in prorogatio un protocollo esiste, ma non è contestualizzato al momento attuale.

Ne consegue che forse la discussione sull’atto aziendale è sì utile ma è improduttiva perché è come se qualcuno pretendesse di costruire una casa partendo dal tetto.

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