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Corso intrateneo, Riccio a Scerbo: “Ci eviti lezioni di politica sulle visioni prospettiche delle città”

"Se dico che è il sindaco di Marcellinara ma che di lavoro è impiegato all’Umg non sto insinuando nulla, sto solo riportando dei fatti"

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    Io lo dicevo che il sindaco di Marcellinara, dipendente Umg, ha poche idee e pure confuse. E se dico che è il sindaco di Marcellinara ma che di lavoro è impiegato all’Umg non sto insinuando nulla, sto solo riportando dei fatti oggettivi che servono, a chi non conosce chi esprime liberamente un’opinione, ad inquadrare l’interlocutore. Me ne farò una ragione se il sindaco di Marcellinara disconosce il mio curriculum politico, e non è questo il punto. Appena toccato il suo di curriculum, pur dicendo che vuole restare sui contenuti, Vittorio Scerbo fa sparire dalla sua replica alle mie parole l’argomento su cui prima ha praticamente tenuto una lezione scritta.

    Niente. Sposta l’attenzione Scerbo, niente di meno che sulla visione prospettica del capoluogo. Ma a me di discutere del capoluogo con lui non interessa poiché lui stesso dice di non conoscere il mio percorso. Torniamo all’argomento su cui ha sentito la necessità di intervenire. La gestione della Magna Graecia.

    Alle 11.09 del 5 giugno tutti i giornali on line pubblicavano una sua dura presa di posizione contro l’altra contestatissima scelta del rettore di cancellare emodinamica. Ecco caro Scerbo, quella scelta, fermata anche dalla levata di scudi dell’opinione pubblica, rientrava e rientra nel più ampio progetto di “distruzione” della Magna Graecia da parte del rettore De Sarro. E che lei non lo veda è un problema suo che non possiamo risolverle noi. Responsabilità in questa storia ce ne sono a tutti i livelli ha ragione.

    Ma la prego, dopo aver dimostrato poca eleganza nell’usare il suo ruolo pubblico per difendere il suo privato, dall’alto delle collinette di Marcellinara , di cui stimiamo ogni singolo residente, ci eviti lezioni di politica sulle visioni prospettiche delle città. Abbia il buon gusto di non parlare d’altri e non perché non lo possa fare sia chiaro, ma perché ha già dimostrato in poche ore come la sua interpretazione delle cose pubbliche sia intrisa di personalismi che, ancorché legittimi, di certo nulla hanno a che fare con il valore alto a cui aspira”.

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